lunedì 2 novembre 2026

CAMeC - Project Room - Ketty La Rocca

 CAMeC: venerdì 6 novembre inaugura la nuova Project Room dedicata a Ketty La Rocca, a cinquant’anni dalla sua scomparsa

“Ketty La Rocca. Installazione con specchi. Appendice per una supplica”

 


 


Dal 6 novembre 2026 al 10 gennaio 2027, un omaggio a una delle più importanti protagoniste dell'arte italiana del Novecento, nata alla Spezia e riconosciuta a livello internazionale. In mostra due opere fondamentali della sua ricerca artistica, tra installazione e videoarte.

La Spezia, 2 novembre 2026 – Venerdì 6 novembre 2026 alle ore 17.30 il CAMeC – Centro d'Arte Moderna e Contemporanea della Spezia inaugura la nuova Project Room dedicata a Ketty La Rocca (La Spezia, 1938 – Firenze, 1976), una delle figure più significative e innovative dell'arte italiana del XX secolo, protagonista della Poesia Visiva e, negli ultimi anni della sua produzione, della Body Art.

Il progetto espositivo, dal titolo “Ketty La Rocca. Installazione con specchi. Appendice per una supplica”, curato da Eleonora Acerbi, conservatrice del CAMeC, e Giulia Lecchini, Coordinatrice del Comitato Scientifico, sarà visibile in modo del tutto gratuito fino al 10 gennaio 2027.

A cinquant'anni dalla sua prematura scomparsa, il CAMeC celebra Ketty La Rocca attraverso un percorso espositivo che riunisce due opere fondamentali della sua produzione: “Installazione con specchi” (1967), appartenente alle collezioni permanenti del CAMeC, e “Appendice per una supplica” (1972), opera video concessa in prestito dalla GAM – Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Fondazione Torino Musei.

“Con questa esposizione il CAMeC rende omaggio a Ketty La Rocca, artista spezzina che ha saputo sperimentare e rinnovare il proprio percorso con tecniche espressive d’avanguardia, ottenendo grande riconoscimento internazionale, come testimoniato dalla presenza delle sue opere al Centro Georges Pompidou di Parigi e al MoMA di New York” dichiara il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini. “Ketty La Rocca ha saputo cogliere alla perfezione la complessità e la profondità del linguaggio nelle due opere protagoniste della mostra presso il CAMeC: “Installazione con specchi”, che ci invita a vivere attivamente lo spazio della composizione, che si trasforma e si plasma attraverso la presenza e il movimento dello spettatore, e “Appendice per una supplica”, un video muto dove a parlare è la gestualità delle mani, pregna di forza espressiva e carica emotiva. Una mostra che celebra una delle più importanti artiste del XX secolo, con il suo stile d’avanguardia ed eclettico”.

Due lavori differenti per linguaggio e tecnica, ma accomunati da una riflessione centrale nell'intera ricerca dell'artista: il rapporto tra il corpo, la comunicazione e l'altro. Un'indagine che mette in discussione i codici tradizionali del linguaggio e invita lo spettatore a interrogarsi sulle possibilità espressive del gesto, dell'immagine e della presenza fisica.

 


 


“Installazione con specchi” è composta da 23 elementi in metallo verniciato e specchi. L'opera, donata alle collezioni civiche della Spezia dal figlio dell'artista, Michelangelo Vasta, in occasione della mostra dedicata a Ketty La Rocca a Monsummano Terme nel 2001, costituisce un'importante testimonianza del patrimonio artistico conservato dal CAMeC. Esposta al pubblico per la prima volta nel 2001, presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, l'installazione indaga il rapporto tra l'opera, lo spazio espositivo e lo spettatore, chiamato a diventare parte attiva dell'esperienza artistica. Attraverso il gioco di riflessi e la presenza fisica del visitatore, l'opera si trasforma, modificando continuamente la percezione dello spazio e mettendo in discussione la tradizionale distinzione tra chi osserva e ciò che viene osservato.

Accanto all'installazione, la Project Room presenta “Appendice per una supplica” (1972), una delle opere più significative della videoarte italiana. Il video, della durata di 9 minuti e 30 secondi, in bianco e nero e privo di sonoro, concentra l'attenzione sulle mani dell'artista, protagoniste di una sequenza di gesti elementari e ripetitivi: si aprono, si chiudono, si intrecciano, contano e si sovrappongono a forme geometriche. Attraverso questi movimenti, Ketty La Rocca esplora una forma di comunicazione alternativa alla parola, affidando al corpo il compito di esprimere emozioni, identità e relazioni. Il gesto diventa così un linguaggio poetico e politico, capace di raccontare la condizione femminile, l'isolamento, la fragilità dell'individuo e il desiderio di entrare in contatto con l'altro.

Nata alla Spezia nel 1938, Ketty La Rocca sviluppa la propria ricerca artistica a partire dagli anni Sessanta, partecipando alle attività del Gruppo 70 di Firenze e sperimentando le possibilità espressive del collage e della Poesia Visiva.

La sua produzione si caratterizza fin dagli esordi per una riflessione critica sui linguaggi della società contemporanea, in particolare quelli della pubblicità, della televisione e della comunicazione di massa. Attraverso l'accostamento di parole, immagini fotografiche e segni, l'artista mette in discussione i meccanismi attraverso cui si costruiscono e si trasmettono i messaggi.

Negli anni successivi, la sua ricerca si estende alla fotografia, alla performance, alla videoarte e all'installazione, anticipando temi e modalità espressive che diventeranno centrali nell'arte contemporanea.

Particolarmente significativa è la sua riflessione sulla condizione femminile e sulla possibilità di affermare un'identità autonoma all'interno di linguaggi e rappresentazioni socialmente codificati.

La progressiva attenzione al corpo e soprattutto alle mani nasce dalla necessità di ricercare forme di espressione capaci di andare oltre i limiti della parola. Negli ultimi lavori, anche attraverso l'impiego della fotografia e della radiografia, questa indagine assume una dimensione sempre più personale e autobiografica, fino alla prematura scomparsa dell'artista nel 1976.

Con questa nuova Project Room, il CAMeC rinnova il proprio impegno nella valorizzazione delle collezioni civiche e nella riscoperta delle figure artistiche legate al territorio spezzino che hanno contribuito in maniera determinante all'evoluzione dell'arte contemporanea.
 




INFORMAZIONI E CONTATTI

CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea

Piazza Cesare Battisti 1, La Spezia

https://camec.sp.it/

https://camec.museilaspezia.it/

FB/IG @camec.laspezia

Biglietti:

Collezione permanente
intero 10 euro
ridotto 5 euro per giovani under 26 e adulti over 65
sempre gratuito per i residenti della provincia della Spezia

Collezione permanente + mostra temporanea
intero 15 euro
ridotto 8 euro per giovani under 26 e adulti over 65
5 euro per i residenti della provincia della Spezia

Ingresso gratuito per Collezione e Mostre
under 18
scolaresche e docenti di accompagnamento
persone con disabilità e per loro eventuale accompagnatore
giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale
dipendenti del Ministero della Cultura
dipendenti delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate
titolari della tessera Amici del CAMeC per l’anno in corso
studenti universitari di storia dell’arte da tutto il mondo
possessore Cinque terre Card e residenti comuni Cinque Terre

Gruppi
Per gruppi compresi tra 7 e 25 persone il costo del biglietto è ridotto a 5 euro per la collezione permanente (7,5 euro se con mostra temporanea). L’ingresso è gratuito per chi guida il gruppo.

Ogni prima domenica del mese
Ingresso 2 euro per tutti, ferme le gratuità di cui sopra.

Orari:

Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 ; primo venerdì del mese aperto fino alle 22.00

Chiuso lunedì e 25 dicembre

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

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