venerdì 9 ottobre 2026

Il Consiglio dei giusti - Piani sovrapposti per Silvano Marrà

 

Si segnala il giorno 16 ottobre 2026 ore 18:30 

la presentazione 

dell'ultimo libro del giallo dal titolo 

Il Consiglio dei giusti 

 Piani sovrapposti per Silvano Marrà 

di  Mauro Bonanno

presso ANMG in via Sapri 29 La Spezia. 

 


 

A Pietraluce, il silenzio non è mai vuoto. È un linguaggio che si apprende col tempo, fatto di omissioni, di gesti trattenuti, di decisioni prese lontano dagli sguardi. Quando un uomo viene ritrovato morto in un vecchio magazzino del sale, la scena non parla di violenza ma di metodo. Le mani aperte, il corpo composto, l’assenza di fretta: qualcuno ha voluto che quel corpo fosse visto, e capito. 
Per Silvano Marrà non è solo un omicidio, ma l’inizio di una sequenza...
 

 
 
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA


Promessa all'arcobaleno di Beatrice Daneri

 

Venerdì 9 ottobre alle ore 18:00 presentazione del libro Promessa all'arcobaleno di Beatrice Daneri (Pathos edizioni). Dialoga con l'autrice Gabriella Crovara.

Ginevra e Marco sono due giovani come tanti: amano divertirsi, viaggiare, stare in compagnia. Ginevra pensando al futuro decide di formare una famiglia. Marco sembra condividerne i progetti della sua compagna ma sempre più spesso manifesterà scatti d’ira. Ginevra all'ennesima promessa tradita, lo lascia per sempre. 

Libreria Liberi Tutti
via Tommaseo 49
19121 la spezia



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Museo di Pontecagnano: domenica 11 ottobre - Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo

 Museo archeologico nazionale di Pontecagnano
Domenica 11 ottobre 2026, ore 10.30
FAMU - Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo
Un mosaico di storie. L’antica Pontecagnano crocevia di popoli
visita guidata e laboratorio didattico


 


Domenica 11 Ottobre 2026 il Museo archeologico nazionale di Pontecagnano “Gli Etruschi di frontiera”, in collaborazione con Argonauta - Didattica e servizi per la cultura, aderisce alla Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo (#FAMU2026) con un programma di attività dedicate al tema “Musei che uniscono”, per raccontare il museo come spazio di dialogo, inclusione e condivisione, capace di azzerare le distanze sociali, culturali e generazionali, un luogo vivo di gioco e scoperta per grandi e piccoli.
L’attività didattica organizzata per la mattinata di domenica inizierà con la visita guidata per tutta la famiglia alla collezione degli “Etruschi di frontiera” con ingresso all’ambiente immersivo “Per terra e per mare” che racconta in maniera suggestiva la storia dell’antico insediamento attraverso ricostruzioni ambientali, immagini di scavo, narrazione e musiche.
Il percorso all’interno del museo sarà incentrato sul fenomeno della mobilità e dell’integrazione dei popoli nell’antichità messo in luce dalla ricerca archeologica nell’insediamento etrusco – campano dell’antica Pontecagnano.
Successivamente bambini e ragazzi prenderanno parte a un laboratorio didattico, aperto agli adulti accompagnatori, dedicato alla decorazione di una tessera in terracotta e alla realizzazione di un’opera collettiva nata dalla creatività e dalla collaborazione di tutti i partecipanti.


L’attività è adatta a bambini dai 5 anni in su.


La prenotazione è obbligatoria da effettuare telefonando al n. 089/848181 (posti limitati).


La visita tematica al Museo e le attività didattiche sono a cura degli operatori di Argonauta – Didattica e servizi per la cultura.


L’ingresso al museo e la partecipazione alle attività sono gratuiti fino ai 18 anni.


Per gli adulti è previsto il biglietto di ingresso al museo di 5 euro, fatte salve le agevolazioni e le gratuità previste dalla normativa del Ministero della Cultura.

 

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Progetto “Scuole Sicure”: affidati i lavori per l'installazione di nuovi sistemi di videosorveglianza nei pressi di cinque istituti

 La Spezia, 9 ottobre 2026 – Il Comune della Spezia ha approvato il progetto esecutivo e affidato i lavori per l'installazione di nuovi impianti di videosorveglianza, con l'obiettivo di rafforzare la sicurezza urbana, prevenire fenomeni di illegalità e contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti nei pressi delle scuole.

Le nuove telecamere saranno installate in cinque punti strategici della città, individuati in prossimità degli istituti scolastici e lungo i principali percorsi frequentati quotidianamente dagli studenti. In particolare su Viale Italia, all'incrocio con via Doria, nei pressi dell'Istituto Nautico “Nazario Sauro”, su Viale Aldo Ferrari, nell'area antistante il complesso scolastico “2 Giugno”, in Piazza Verdi, nei pressi del Liceo “Lorenzo Costa”, su Via del Canaletto, in prossimità dell'Istituto “Mario Fontana”, su Via Capellini, all'incrocio con via XX Settembre, nei pressi dell'Istituto di Istruzione Superiore “Einaudi-Chiodo”.

 

Il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini dichiara: “La sicurezza dei nostri ragazzi è una priorità assoluta e con questo nuovo intervento continuiamo a investire concretamente nella prevenzione e nella tutela degli spazi che frequentano ogni giorno. Grazie alle risorse ottenute dal Ministero dell'Interno, installeremo nuove telecamere in cinque punti strategici della città, migliorando il controllo delle aree scolastiche e dei percorsi maggiormente utilizzati dagli studenti. Un intervento che si inserisce nel più ampio percorso di potenziamento della videosorveglianza cittadina”.

 

L'intervento rientra nel progetto ministeriale “Scuole Sicure 2025/2026”, finanziato dal Ministero dell'Interno attraverso il fondo istituito dall'articolo 35-quater del decreto-legge n. 113 del 2018. Il Comune della Spezia ha ottenuto un contributo complessivo di 26.242,21 euro, destinando l'intero finanziamento al potenziamento della rete di videosorveglianza cittadina.

 

I lavori sono stati affidati alla ditta DIME S.r.l. di Arenzano e i nuovi impianti saranno installati e messi in funzione fine anno.

 

L'assessore alla sicurezza Giulio Guerri sottolinea: "Tra gli obiettivi che stiamo portando avanti nell'ambito del nostro sistema di videosorveglianza, del quale continuiamo l'opera di potenziamento, c'è quello di dotare di telecamere i luoghi in prossimità degli ingressi degli istituti scolastici in modo da implementarne la sicurezza. Questo intervento è un ulteriore, importante passo avanti in questa direzione. Queste nuove telecamere, come tutte le oltre 250 che abbiamo già installato in città, saranno collegate in rete con la Polizia Locale, la Polizia di Stato, il Comando dei Carabinieri e la Guardia di Finanza".

 

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La nuova mostra: Francesco Clemente. Opere 1975-1980. Il primato del disegno

Dal 10 ottobre 2026 al 29 marzo 2027 il CAMeC, Centro d’Arte Moderna e Contemporanea della Spezia, presenta Francesco Clemente. Opere 1975-1980. Il primato del disegno, la prima mostra mai dedicata in Italia agli anni cruciali della formazione e dell’affermazione di uno dei protagonisti dell’arte internazionale degli ultimi cinquant’anni.

Con questa mostra, il CAMeC inaugura “Oltreconfine. Arte italiana 1968-1989”, progetto ideato da Arturo Galansino e articolato in una trilogia di mostre curate da Francesco Guzzetti e dedicate a figure fondamentali dell’arte italiana del secondo Novecento. Dopo Francesco Clemente, il programma proseguirà con Alighiero Boetti e Salvo, attraverso progetti accomunati da una forte vocazione alla ricerca e dalla volontà di esplorare aspetti meno noti e fornire nuove prospettive sulle opere e sui percorsi di questi grandi artisti italiani, anche attraverso la presentazione di lavori raramente o mai esposti fino ad ora.


 

“Il percorso espositivo dedicato alle opere della formazione di Francesco Clemente è unico nel suo genere: ci permette di entrare più a fondo nella mente di un’artista cosmopolita dallo stile eccentrico e colorato, di grande potenza espressiva” dichiara il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini. “Le opere di Francesco Clemente hanno segnato la storia dell’arte contemporanea nazionale e internazionale, tra volti enigmatici e sguardi penetranti, ispirandosi a influenze culturali e tradizioni occidentali e orientali. Una mostra che si inserisce nel più ampio percorso di “Oltreconfine. Arte italiana 1968-1989”, che indagherà sotto una nuova prospettiva le opere di grandi protagonisti dell’arte italiana: oltre a Francesco Clemente, anche Alighiero Boetti e Salvo avranno esposizioni dedicate, che permetteranno al pubblico di scoprire sfaccettature inedite e punti di vista inesplorati dei loro lavori. Il CAMeC consolida così il proprio ruolo di riferimento nell’arte contemporanea, affermandosi come presidio culturale innovativo e ricercato”.

 

“Con questa mostra, il CAMeC continua il suo percorso di ricerca e valorizzazione dedicato all'arte italiana contemporanea, confermando la volontà di proporre progetti di alto profilo scientifico e culturale – dichiara Andrea Corradino, Presidente di Fondazione Carispezia – Un percorso che trova ulteriore impulso nel lavoro del nuovo Comitato Scientifico, chiamato a contribuire con competenze e visione al consolidamento del ruolo del museo nel panorama nazionale e internazionale. L'opera di Francesco Clemente offre al pubblico un'occasione preziosa per approfondire una stagione fondamentale della nostra storia artistica attraverso uno sguardo originale e rigoroso. Per Fondazione Carispezia sostenere il CAMeC significa investire in un'istituzione capace di produrre cultura, favorire il dialogo con il territorio e rafforzare il ruolo della Spezia come punto di riferimento per l'arte contemporanea.”

 

"A due anni dalla inaugurazione del suo nuovo corso, il CAMeC è in grado di attrarre qualità e competenze sempre più elevate” dichiara Giacomo Bei, Presidente del Comitato di Gestione del CAMeC – Grazie alla Direzione Artistica di Arturo Galansino, direttore generale del principale spazio espositivo italiano (la Fondazione Palazzo Strozzi), e alla straordinaria Curatela di Francesco Guzzetti, il CAMeC compie un ulteriore passo avanti raccontando, con profondità e ingegno, un periodo fondamentale nel percorso di creazione artistica di Francesco Clemente".

 

“Con la mostra di Francesco Clemente, intendiamo avviare un percorso che non vuole essere solo il bilancio di una stagione fondamentale dell’arte italiana, ma anche l’occasione per un lavoro scientifico di analisi critica e filologica su vicende meno note dei protagonisti di quel periodo – dichiarano Arturo Galansino e Francesco Guzzetti – Le mostre saranno l’occasione per confermare la rilevanza e la ricchezza della proposta culturale del CAMeC, aperta alla comunità cittadina ma anche alla discussione italiana e internazionale intorno allo statuto e all’eredità dell’arte post 1968. In linea con gli obiettivi del neonato comitato scientifico, il CAMeC è per noi il luogo ideale per avviare questo programma di ricerca e di valorizzazione dell’arte contemporanea italiana, in dialogo con l’offerta culturale che andrà articolandosi al museo”.

 

La mostra presenta oltre 30 opere tra disegni, fotografie e dipinti, molte delle quali mai più esposte dagli anni della loro realizzazione, provenienti da importanti collezioni private e da prestigiose raccolte istituzionali, tra cui la Collezione Maramotti di Reggio Emilia e la Collezione Luigi e Peppino Agrati – Intesa Sanpaolo.

Nato a Napoli nel 1952, Francesco Clemente è uno dei protagonisti dell’arte contemporanea internazionale. Nomade per vocazione, ha vissuto a Roma negli anni Settanta, per poi trasferirsi a New York all’inizio del decennio successivo. Ancora oggi, si divide tra gli Stati Uniti e l’India, che ha frequentato fin dagli esordi attraverso lunghi soggiorni, rimanendo profondamente affascinato dalla cultura e dalla spiritualità orientali. Esponente di punta della Transavanguardia italiana, ha anticipato il ritorno alla figurazione e alla pittura che ha segnato il passaggio tra anni Settanta e Ottanta in Europa e negli Stati Uniti.

 

L’esposizione ripercorre la produzione artistica di Francesco Clemente dal 1975 al 1980. Si tratta di un periodo decisivo della sua ricerca, di intensa sperimentazione, durante il quale, dopo un ampio uso della fotografia, il disegno si afferma come medium privilegiato del suo linguaggio, favorendo l’evoluzione che, tra anni Settanta e Ottanta, consolida il ruolo di Clemente come pioniere della rinascita della figurazione a livello internazionale.

 

Il titolo dell’esposizione indica la centralità della tecnica del disegno nella pratica di Clemente, ma identifica anche un momento decisivo nella costruzione della sua identità artistica: l’approdo a una figurazione ricca di stratificazioni culturali e profondamente soggettiva che contribuirà al rinnovamento della pittura internazionale.

 

La mostra restituisce un momento di straordinaria accelerazione della ricerca di Clemente: dalle mostre presso la Galleria Sperone tra Roma e Torino tra 1975 e 1976, in cui fotografia e disegno si uniscono e sovrappongono, fino ai monumentali autoritratti e ai primi dipinti a olio del biennio 1979-80. Alcune opere successive al 1980 prolungano lo sguardo oltre i limiti cronologici dell’esposizione, mostrando la persistenza e la trasformazione nel tempo di temi e modalità operative elaborati in questi anni.

 

Riunendo nuclei di opere presentate in alcune mostre fondamentali di quegli anni, la mostra permette di ricostruire una fase ancora poco indagata del lavoro di Clemente e ripercorrere la costruzione di un vocabolario visivo destinato a caratterizzare tutta la sua produzione successiva.

 

Parte integrante della mostra è una selezione di fotografie che documentano la figura e la ricerca di Clemente intorno a quel periodo, da un primo ritratto di Elisabetta Catalano del 1976 fino ad alcune riprese dell’artista al lavoro e in posa a Chennai (India) e nel suo studio di SoHo a New York, dove si trasferisce dal 1981. Grazie alla collaborazione con importanti fotografi e archivi fotografici italiani e internazionali, le fotografie accompagnano il visitatore alla scoperta del lavoro dell’artista documentandone luoghi e momenti significativi.

  





Il percorso espositivo

La mostra si concentra su un momento preciso e decisivo della ricerca di Francesco Clemente: gli anni compresi tra il 1975 e il 1980 rappresentano per l’artista una stagione di intensa sperimentazione, nella quale mette progressivamente a punto temi e modalità operative che resteranno centrali nella sua produzione successiva. Sono gli anni in cui Clemente prende posizione all’interno di una scena artistica ancora dominata dall’arte povera e dall’arte concettuale. Pur condividendone la critica alle istituzioni politiche e culturali del tempo, Clemente prende progressivamente le distanze e afferma il valore della soggettività, della memoria, dell’immaginazione e del nomadismo come valori fondamentali della sua ricerca. La sovrapposizione deliberata di riferimenti proveniente da epoche e luoghi lontani denuncia una dimensione visiva fatta di simbolismi personali e slanci poetici, in cui emerge subito il rapporto con la spiritualità indiana e lo Zen, studiati attraverso molte letture e i continui viaggi che, dal 1973, l’artista compie in India, soggiornandovi a cadenza regolare e per lunghi periodi. Lo studio della cultura indiana, le collaborazioni continue con artisti e artigiani locali, la visita a luoghi come la Società Teosofica di Chennai, influiscono sull’elaborazione di un repertorio visivo simbolico e transculturale, con cui l’artista manifesta il suo atteggiamento nomade.

 

Nel 1975, sebbene disegni già da anni, Clemente espone soprattutto fotografie, un medium centrale nelle ricerche artistiche del tempo. Nella mostra alla Galleria Sperone di Roma, dedicata alla guida spirituale indiana R.P. Kaushik, presenta sequenze fotografiche nelle quali elementi semplici e riconoscibili vengono sottratti al loro contesto e trasformati in immagini enigmatiche. Ne sono esempio le serie Tè, restaurate in occasione della mostra al CAMeC, e Le pazienze, nelle quali asimmetria, vuoto e incompletezza introducono già riferimenti alle filosofie orientali. L’anno successivo segna un ulteriore passaggio. Con La casetta morale, Clemente costruisce un assemblaggio di fotografie e oggetti nel quale associazioni inattese e simboli personali mettono in discussione le convenzioni dello sguardo. Nella mostra Pitture barbare nel dicembre 1976, fotografia e disegno convivono in uno spazio di libere associazioni, dove cultura alta e popolare, immagini sessuali, riferimenti spirituali e frammenti della vita quotidiana si mescolano rifiutando ogni interpretazione univoca.

 

Tra il 1977 e il 1978 Clemente torna in maniera sempre più decisa ai mezzi espressivi tradizionali. Matita, pastello, acquerello, tempera e inchiostro su carta diventano strumenti attraverso i quali figure provenienti dalla cultura alta e popolare, riferimenti autobiografici e forme simboliche possono incontrarsi liberamente. Nei lavori noti come Emblemi, realizzati in questo periodo, il tema dell’identità e del doppio prende forma attraverso coppie di segni che si rispecchiano e si completano reciprocamente.

 

Il disegno si afferma così come il medium più congeniale a una ricerca fondata sulla soggettività, sull’invenzione e sulla manualità. Tecnica immediata e insieme profondamente radicata nella tradizione artistica, permette a Clemente di far convivere immagini interiori, riferimenti culturali e percezioni del corpo senza sottoporli alla necessità di una narrazione univoca. È in questa pratica che si definiscono alcuni dei caratteri fondamentali del suo linguaggio, destinati a permanere fino a oggi.

 

Sul finire del decennio il cambiamento si fa ancora più evidente. Nel 1979, l’artista realizza a Roma monumentali autoritratti su carta a inchiostro. Il corpo diventa un luogo di confine, sottoposto a trasformazioni e distorsioni attraverso le quali cercare nuove prospettive da cui osservare il mondo. Nel 1980 la sua immagine si moltiplica nei primi piccoli dipinti a olio su tela, mentre il confronto con la tradizione lo porta a sperimentare anche l’affresco. Nello stesso anno Clemente tiene la sua prima personale a New York e partecipa per la prima volta alla Biennale di Venezia, in un momento in cui una nuova generazione internazionale di artisti riporta la pittura e la figurazione al centro del dibattito contemporaneo.

 

A completare il percorso, alcune opere successive al 1980 mostrano come immagini, temi e soluzioni elaborati nel quinquennio 1975-1980 abbiano continuato a riemergere e trasformarsi nel lavoro dell’artista, mettendo in luce la profonda coerenza e insieme la continua capacità di rinnovamento di una ricerca che prosegue fino a oggi.

 

L’inaugurazione, sabato 10 ottobre alle ore 17.00 si svolgerà in occasione della XXII Giornata del Contemporaneo, la manifestazione annuale promossa da AMACI.

 



INFORMAZIONI E CONTATTI

CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea

Piazza Cesare Battisti 1, La Spezia

https://camec.sp.it/

https://camec.museilaspezia.it/

FB/IG @camec.laspezia

 

Biglietti:

Collezione permanente
intero 10 euro
ridotto 5 euro per giovani under 26 e adulti over 65
sempre gratuito per i residenti della provincia della Spezia

Collezione permanente + mostra temporanea
intero 15 euro
ridotto 8 euro per giovani under 26 e adulti over 65
5 euro per i residenti della provincia della Spezia

 

Ingresso gratuito per Collezione e Mostre
under 18
scolaresche e docenti di accompagnamento
persone con disabilità e per loro eventuale accompagnatore
giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale
dipendenti del Ministero della Cultura
dipendenti delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate
titolari della tessera Amici del CAMeC per l’anno in corso
studenti universitari di storia dell’arte da tutto il mondo
possessore Cinque terre Card e residenti comuni Cinque Terre

Gruppi
Per gruppi compresi tra 7 e 25 persone il costo del biglietto è ridotto a 5 euro per la collezione permanente (7,5 euro se con mostra temporanea). L’ingresso è gratuito per chi guida il gruppo.

Ogni prima domenica del mese
Ingresso 2 euro per tutti, ferme le gratuità di cui sopra.

 

Orari:

Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00; primo venerdì del mese aperto fino alle 22.00

Chiuso lunedì e 25 dicembre

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Alla Fondazione Eduardo De Filippo, Palazzo Scarpetta Napoli, la mostra "I confini del mio mondo sono io (Luca - De Filippo 1948 - 2015)", a cura di Maria Procino e Serena Schioppa

 Da giovedì 8 ottobre 2026, Fondazione Eduardo De Filippo

I confini del mio mondo sono io. Luca De Filippo 1948 – 2015

In mostra un percorso tra teatro, cinema e televisione per ripercorrere la storia

artistica di un interprete e regista, che ha fatto della scena una scelta di vita

Ph. Danilo Donzelli


Ci sono artisti che continuano a vivere nella memoria non soltanto attraverso i personaggi che hanno interpretato, ma attraverso il modo in cui hanno “abitato” il proprio mestiere. Luca De Filippo appartiene a questa categoria. Ed è a lui che la Fondazione Eduardo De Filippo dedica la mostra I confini del mio mondo sono io. Luca De Filippo 1948 –2015, a cura di Maria Procino e Serena Schioppa, da giovedì 8 ottobre a venerdì 13 novembre 2026, a Palazzo Scarpetta di Napoli, sede della Fondazione.

L’esposizione nasce con l’intento di restituire la complessità di un artista che il pubblico ha conosciuto e amato in molte forme diverse: dall’indimenticabile Nennillo di Natale in casa Cupiello agli innumerevoli ruoli affrontati nel corso della sua carriera, fino all’attività di regista e alla guida della propria compagnia teatrale.

 

Ph. Danilo Donzelli



La sua presenza sulla scena, al cinema e in televisione ha attraversato decenni di spettacolo italiano, costruendo un percorso personale profondamente legato alla grande tradizione teatrale napoletana e, allo stesso tempo, aperto alla drammaturgia italiana e internazionale.

Il titolo della mostra richiama una dimensione profondamente personale del rapporto di Luca con il proprio lavoro: il teatro come spazio di libertà e insieme di responsabilità, luogo nel quale l’attore è chiamato quotidianamente a misurarsi con sé stesso, con il testo, con gli altri interpreti e soprattutto con il pubblico.

La mostra intende raccontare proprio questo rapporto, seguendo gli snodi fondamentali della sua storia artistica e mettendo in luce la serietà e la leggerezza con cui Luca De Filippo ha affrontato il teatro e, più in generale, l’arte come parte essenziale della vita.

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso una selezione di manifesti, locandine, fotografie, oggetti e costumi, materiali capaci di restituire le diverse stagioni della sua carriera e di accompagnare il visitatore dentro una vicenda artistica iniziata molto presto.

 

Ph. Danilo Donzelli



A poco più di dieci anni dalla sua scomparsa, I confini del mio mondo sono io propone dunque un incontro con un artista che continua a essere ricordato con emozione ed empatia da chi lo ha conosciuto, da chi lo ha visto recitare e da chi ne ha seguito il percorso attraverso il cinema e la televisione.

Palazzo Scarpetta diventa così il luogo di un nuovo incontro con Luca De Filippo, attraverso le tracce concrete della sua storia artistica e attraverso la sua stessa voce. Un'occasione per chi lo ha amato di ritrovarlo e per chi non lo ha conosciuto di scoprirne il lavoro, la curiosità, la disciplina e quella particolare capacità di tenere insieme, sul palcoscenico e nella vita, serietà e leggerezza.

Ph. Danilo Donzelli

Ph. Danilo Donzelli

Ph. Danilo Donzelli

Ph. Danilo Donzelli

Ph. Danilo Donzelli

Ph. Danilo Donzelli

I confini del mio mondo sono io, 

8 ottobre > 13 novembre 2026

Palazzo Scarpetta - Via Vittorio Colonna 4, Napoli, ingresso gratuito

Dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 14.00

Per apertura straordinaria pomeridiana e gruppi 0812189577, info@fondazionedefilippo.it

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

LA CULTURA SI FA GIOCO IN OCCASIONE DELLE F@MU

APPUNTAMENTO DOMENICA 11 OTTOBRE CON LA GIORNATA NAZIONALE DELLE FAMIGLIE AL MUSEO 

 

Un viaggio nella storia e nell'arte da vivere mano nella mano, tra curiosità e divertimento: torna domenica 11 ottobre 2026 la Giornata Nazionale delle Famiglie al Museo (F@MU), l’appuntamento nato per avvicinare grandi e piccini all'arte e alla storia, in modo insolito e partecipativo.

Per l'occasione, il Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia ha previsto un ricco palinsesto di eventi. Laboratori creativi, cacce al tesoro, letture animate e teatro site-specific animeranno Castelli, Musei e Parchi archeologici attraverso chiavi di lettura innovative, capaci di avvicinare i più piccoli alle meraviglie del passato.

Di seguito il programma dettagliato:

Il Museo Archeologico Nazionale e Castello di Gioia del Colle a partire dalle 10.30 accoglierà le famiglie per una mattinata speciale. Nella magica cornice del Castello Normanno Svevo grandi e piccini ascolteranno brevi storie di avventura e magia. Sarà un momento speciale per scoprire il piacere della lettura e far vivere l’immaginazione Al termine delle letture seguirà una piccola attività di laboratorio didattico.


Attività gratuita consigliata per bambini dai 5 ai 12 anni.
Per info e prenotazioni: 080/3481305


Caccia al tesoro al Parco archeologico di Egnazia. Indizi misteriosi, enigmi da risolvere e tante storie da conoscere accompagneranno le famiglie in un’avventura tra i reperti e le testimonianze dell’antica Egnazia. Si comincia alle 10.00 con il primo turno e si prosegue alle 11.30 con il secondo turno. Età consigliata: dai 5 ai 10 anni. Ingresso gratuito
Tutti i piccoli partecipanti che porteranno a termine le prove saranno ricompensati con un premio.
Prenotazione obbligatoria entro le 19:00 di sabato 10 ottobre e fino ad esaurimento posti disponibili, al numero 080/4829056

Alla Galleria Nazionale della Puglia “G. e R. Devanna” di Bitonto a partire dalle 11:00 si terrà il laboratorio di educazione al patrimonio Natura in…motion dedicato al tema della natura in posa e rivolto ai bambini dai 7 ai 12 anni. Durante la mattinata i partecipanti saranno accompagnati alla scoperta di fiori e frutti mirabilmente dipinti, nonché degli animali che popolano i quadri, creando la natura morta, questa volta non in posa, ma in una magnetica motion.

La partecipazione è gratuita per tutti i bambini. 

La prenotazione è obbligatoria via email all’indirizzo: cs-ba.gallerianazionaledellapuglia@cultura.gov.it 

I partecipanti devono essere necessariamente accompagnati da un adulto munito di biglietto, acquistabile online sul sito Aditusculture o direttamente in Galleria.
La giornata potrà essere anche occasione per visitare la mostra Barocco. Allegorie del sensibile, fruibile fino al prossimo 18 ottobre.

L'Anfiteatro romano di Lecce propone Bitter Moonrise. Leggende popolari e favole metropolitane, un intervento di teatro site specific in cui l'Anfiteatro fa da palcoscenico a racconti, favole e miti noti e meno noti, in una singolare contaminazione fra classico e contemporaneo. L’evento nasce dalla proposta della direttrice del sito, dott.ssa Marina M.S. Nuovo, con la regia della dott.ssa Federica Vicino, ideatrice dello spettacolo, la produzione di Stefano Francioni e la partecipazione degli attori della compagnia "Indaco Teatro Giovani" e di "Officine solidali teatro" di Pescara.


Unico turno, alle ore 11:00, con prenotazione obbligatoria all’indirizzo

 cs-ba.anfiteatrolecce@cultura.gov.it
 

Costo attività teatrale: 

5 euro a persona; 

gratuito per i minori di 12 anni.


Il Museo archeologico nazionale “Matteo Sansone” di Mattinata invita tutte le famiglie al laboratorio Dipingi la tua stele, ispirato alle stele daunie e pensato come un’esperienza di osservazione, condivisione e creatività tra adulti e bambini.
Dopo aver osservato i reperti del museo e riconosciuto alcuni dei loro motivi decorativi e simboli, i partecipanti saranno invitati a reinterpretarli liberamente, creando insieme una grande “stele di famiglia”. Su un lungo cartellone, che diventerà una sorta di grande parete collettiva, ogni famiglia potrà realizzare la propria porzione di stele, combinando disegni, colori e simboli antichi e contemporanei.


Laboratorio ore 17.30. 

Per prenotazioni: cs-ba.museomattinata@cultura.gov.it


Al Museo archeologico nazionale e Castello di Manfredonia si svolgerà alle ore 17.00 il laboratorio Le stele daunie in Lingua dei segni.
Grazie alla collaborazione dell'assistente alla comunicazione in Lingua dei Segni Italiana (LIS), Flavio Grumo, e all'associazione Officina del Sorriso APS di Manfredonia, partendo da alcune schede didattiche sulle stele daunie, verranno segnate alcune parole in LIS che i partecipanti potranno imparare a ripetere e a utilizzare in brevi e semplici scambi comunicativi. Al termine del laboratorio sarà possibile realizzare una piccola stele in argilla, lasciando spazio ai significati e ai segni appresi durante l'esperienza.

Per prenotazioni: cs-ba.museomanfredonia@cultura.gov.it


Tutti gli altri luoghi della cultura afferenti al Castello Svevo di Bari – Direzione regionale Musei nazionali Puglia saranno regolarmente aperti ai consueti costi e orari vigenti.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

Al via Körper al Nuovo 2026 al Teatro Nuovo di Napoli

 Da martedì 13 ottobre 2026, Teatro Nuovo di Napoli

al via Körper al Nuovo 2026

Quattro sguardi sulla danza di oggi in programma nella quinta edizione della

rassegna, con la prima italiana di Land of Hope della Compagnia svizzera Linga


 

 

Quattro spettacoli, quattro prospettive sul corpo e sulla contemporaneità, quattro occasioni per incontrare una danza capace di interrogare il presente attraverso i suoi gesti, le sue fragilità e le sue forme di resistenza. Da martedì 13 a domenica 18 ottobre 2026 il palcoscenico del Teatro Nuovo di Napoli ospiterà Körper al Nuovo 2026, quinta edizione della rassegna realizzata da Körper - Centro Nazionale di Produzione della Danza nell’ambito del protocollo d’intesa con il Teatro Pubblico Campano.

La nuova edizione propone un percorso articolato attraverso quattro spettacoli che, pur nella diversità degli autori e dei linguaggi, condividono una domanda centrale: cosa può raccontare oggi il corpo?

Corpo individuale e corpo collettivo, corpo esposto e corpo vulnerabile, corpo che resiste, che cerca un luogo di appartenenza, che attraversa il tempo e si misura con l'altro. È attorno a queste tensioni che si costruisce il programma di Körper al Nuovo, rassegna pensata come uno spazio di incontro e di confronto sulla danza contemporanea italiana e internazionale.

 




A inaugurane il programma, martedì 13 ottobre alle ore 21.00, sarà la prima italiana di Land of Hope della Compagnie Linga, compagine svizzera di riferimento nel panorama della danza contemporanea internazionale. Sette danzatrici portano in scena un lavoro ispirato alla figura e alla poesia di Alda Merini, trasformando la dimensione individuale in una forza condivisa. Il corpo diventa così luogo di libertà, di fragilità e di resistenza, ma anche strumento attraverso cui costruire una possibile comunità.

Il secondo appuntamento, giovedì 15 ottobre alle ore 21.00, è affidato alla Compagnia Zappalà Danza 2 con FOMO - L'insostenibile pesantezza dell'essere. Al centro dello spettacolo c'è la Fear Of Missing Out, la paura contemporanea di essere esclusi, di non partecipare, di rimanere fuori da ciò che accade. Una condizione profondamente legata al nostro presente e alle dinamiche sociali che lo attraversano, che la danza porta sulla scena attraverso corpi, relazioni e tensioni.

Sabato 17 ottobre alle ore 19.00 sarà la volta di Shoes On, creazione di Luna Cenere, artista e coreografa la cui ricerca si concentra sul corpo, sul gesto e sulle possibilità percettive della presenza scenica. In questo lavoro, suggestioni surrealiste accompagnano un'indagine sulla relazione tra gesto e postura, tra ciò che il corpo mostra e ciò che invece sembra voler nascondere.

A chiudere la quinta edizione di Körper al Nuovo, domenica 18 ottobre alle ore 18.00, sarà La Jeunesse, progetto nato all'interno di Körper Young, il percorso di professionalizzazione al palcoscenico dedicato alle nuove generazioni. La Jeunesse è composto da due spettacoli: Last movement of hope di Adriano Bolognino e Appunti sulla giovinezza di Susanna Sastro e Flavio Ferruzzi. Un dialogo a due voci dedicato al tempo, alla sua natura inafferrabile.

Sulla scena giovani autori e interpreti chiamati a confrontarsi con un tema universale e insieme profondamente contemporaneo: il tempo della giovinezza, con la sua capacità di attesa e di desiderio, ma anche con la consapevolezza della sua precarietà.

Giunta alla quinta edizione, Körper al Nuovo conferma la propria vocazione a essere non soltanto una rassegna di spettacoli, ma un luogo di incontro tra artisti, pubblico e territorio.


 



Portare la danza contemporanea fuori da una dimensione esclusivamente specialistica, renderla accessibile e vicina alle persone, favorire occasioni di confronto e mantenere un dialogo costante con comunità e platee differenti rappresentano infatti alcuni dei principi che guidano il lavoro di Körper – Centro Nazionale di Produzione della Danza, fondato nel 2003 per volontà e impulso di Gennaro Cimmino.

È su questa direttrice che si sviluppa il progetto Körper al Nuovo: costruire una relazione continuativa con il pubblico attraverso una proposta capace di attraversare linguaggi, generazioni e sensibilità differenti.

Le quattro serate della rassegna diventano così quattro finestre aperte sullo stato attuale delle arti coreutiche, dalla scena internazionale alla ricerca italiana, dalla produzione professionale ai percorsi dedicati ai giovani artisti.

Una pluralità di sguardi che restituisce la ricchezza della scena contemporanea e invita il pubblico a lasciarsi coinvolgere da un'arte fatta prima di tutto di presenza, relazione e movimento.

 




Körper al Nuovo 2026 - V edizione

13 ˃ 18 ottobre 2026

Teatro Nuovo Napoli - Via Montecalvario, 16

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA