Fuori a febbraio 2026 il provocatorio visual album ellittico e componibile della fotografa e artista Lulù Withheld per TO DIE ON ICE, la band italiana che ha unito doom jazz e Twin Peaks, tra Roma e la Norvegia
Le logiche da grande distribuzione organizzata dell’industria discografica post sconquasso social network (?) impongono dinamiche standard di promozione quali la produzione quasi obbligata di videoclip svuotati di significato da associare a singoli, che richiedono una lubrificata componente visiva per rientrare agevolmente nella catena di una fruizione invasa dall’epidemia di presunte autodiagnosi di ADHD.
Doveva essere una rivoluzione.
E invece, sotto la superficie, è stata una restaurazione dal sapore gattopardesco. La riflessione su questo complesso e mutevole rapporto tra espressioni sensoriali e percezione ha innescato l’ideazione della glaciale e ipnotica costola visual del progetto PANORAMICA DEGLI ABISSI, tridimensionale album della band bolognese TO DIE ON ICE in uscita il 6 febbraio 2026 per la romana Subsound Records e per la norvegese Gymnocal Industries.
Giusto per fornire un minimo contesto, il disco è una narrazione alternativa dell’omonimo racconto originale, manipolazione visivo-letteraria della stessa materia, scritto da Filippo Dionisi, illustrato da Vitt Moretta e pubblicato dalla casa editrice indipendente palermitana Fantasma.
Non è una colonna sonora. È una cosa diversa. Letteralmente.
È come bere da un bicchiere che si prende da un quadro che riproduce un bicchiere.
Legato per un filo sottilissimo al racconto (spoiler: un’esibizione di pattinaggio vista di sfuggita durante uno zapping), il visual album è ottenuto incastrando in tanti modi diversi quante sono le tracce un numero più o meno prestabilito e più o meno immutabile di frammenti, in modo da trasmettere l’impressione di qualcosa che si ripete nella sua impercettibile diversità, esaltata dall’accostamento a un brano differente. Quindi, a un differente ritmo. Quindi, a un differente battito. Quindi, a una differente interpretazione dell’occhio e dello stomaco.
In un certo senso, è un video che non chiede di essere visto ma di essere sentito, crogiolandosi nel proprio programmatico intento di respingere e allo stesso tempo incatenare lo sguardo con il medesimo stratagemma dell’apparente ripetizione.
A favorire tale perverso meccanismo, la grammatica dello sport, tutto sommato limitata a un campionario definito di gesti che diventano unici a seconda dell’esecuzione dell’atleta. A ben vedere, c’è anche una sorta di circostante trama pop, che però è lasciata allo spettatore, rivestito di una responsabilità di cui generalmente viene scaricato. Così si rilassa, poverino. Qui no.
In un certo senso, siamo di fronte a un elogio della difficoltà, una chiamata all’impegno, un invito alla fantasia. La pattinatrice entra in pista con escoriazioni sul viso e una lama sporca di sangue. Tutto quello che sappiamo è che ripete il suo esercizio potenzialmente all’infinito. Che lo faccia sul serio, dentro la sua testa o in un girone infernale, è un segreto che solo il ghiaccio conosce.
Girato in una mezza giornata al Palazzo del ghiaccio di Fanano e montato in mesi di ribaltamenti e rivoluzioni sequenziali a Bologna, il visual album sviluppa un dettaglio insignificante della storia di cui sopra per produrre un esperimento di montaggio combinatorio sul rapporto tra musica e immagini.
Scritto da Filippo Dionisi e diretto da Lulù Withheld, con la collaborazione tecnica di Edoardo Ianniello, Carlotta Pircher, Edoardo Podo e Alessandro Vitali (che ha anche curato il famigerato editing), è un’irritante ma ipnotica rimodulazione visiva con l’ambizione di mettere in discussione e rovesciare il concetto stesso di videoclip.
Cosa che in effetti non è, vista anche la non digeribilissima durata. Potremmo definirlo un inganno, ma anche una sorta di Settimana Enigmistica trasformata in sport estremo.
Se non fosse che a un certo punto, succede qualcosa di strano.
In qualche modo sedotto e annientato da ciò che stai vedendo, smetti di guardare e inizi solo ad ascoltare.
Non è esattamente ciò che fa la musica?
Il visual album sarà disponibile in un vizioso formato VHS per i pre-order effettuati su Gymnocal Industries.
Performer: Greta Ranieri
Directed by Lulù Withheld
Concept: Filippo Dionisi
Director of Photography: Edoardo Podo
Camera On Rink/Drone: Edoardo Ianniello Camera 2/
Editing: Alessandro Vitali
Color: Lulù Withheld
Production Director/Makeup: Carlotta Pircher
Year: 2025 - Ratio: 16:9/4:3 - Dur: 43’40’’
Lulù Withheld, che ha diretto il visual pazzo della durata impossibile di un quasi lungometraggio, ha compiuto studi artistici alla fine degli anni ’90, a cavallo del millenium bug. Dopo avere frequentato in maniera apatica qualche semestre alla facoltà di architettura, ha iniziato a viaggiare per il mondo in cerca di se stessa e dei suoi fantasmi (interiori), confrontandosi con video, scrittura, performance e installazioni, per poi tornare al punto di partenza. Alla fotografia. Il primo grande amore della sua vita. Tra il 2018 e il 2019 suoi lavori sono stati esposti durante Paratissima a Milano e a Bologna, e nel 2023 presso la Ad Gallery di Firenze. Nello stesso anno ha esposto a Bologna presso DAS, Circolo HEX e FluArt. Suoi scatti sono stati pubblicati su Spytt Mag, In Allarmata Radura, Fish Eye Magazine, Perimetro, Apologie Magazine, Uncertain Magazine, Life is Scene e Baby Punk. Nel 2025 pubblica The Others, edito da Cavie Project. Nel 2024 inizia una collaborazione con Emiliano Mondini dando vita al collettivo artistico Kaip Baisu, che esplora varie forme d’espressione artistica, tra le quali scrittura e regia di film indipendenti, installazioni e performance.
(2026, EDIZIONI FANTASMA)
FILIPPO DIONISI – VITT MORETTA
Nella veste di racconto, PANORAMICA DEGLI ABISSI è la proiezione editoriale in rotante versione bilingue dell’omonimo progetto di TO DIE ON ICE, completato da un ipnotico visual sviluppato sulla base di un dettaglio insignificante della storia (spoiler: un’esibizione di pattinaggio sul ghiaccio percepita di sfuggita durante uno zapping) e dal disco (fuori per Subsound Records/Gymnocal Industries) che insegue la vicenda di Paul e Bacall, guardandosi bene dall’esserne una colonna sonora.
Scritto tra Bologna, una cucina di Catania e il baratro della crisi permanente da Filippo Dionisi. Illustrato a Roma da Vitt Moretta, maestra internazionale dei detriti nell’abisso di TinTin. Tradotto, in parte tra le montagne e senza computer, da Nicholas Bertoli, sognando un dojo in Giappone. Impaginato nel buco nero post-traumatico e in plastica proiezione drammaturgica con gran finale sul treno regionale per Milano da Caterina Birolo. Stampato a Palermo in collaborazione con Edizioni Fantasma nell’avventurosa persona di Roberto Boccaccino, temerario specialista della difficile arte di passare attraverso.
Da quando è stato cacciato dalla redazione di un quotidiano nazionale, Filippo Dionisi passa il tempo a spiegare cosa sia un copywriter, scrive tendenzialmente racconti e più o meno regolarmente pubblica storie di ordinario sconcerto e stupore sul blog ilpallanuotistasullasediaelettrica. Ha suonato per 13 anni negli action dead mouse e nel 2021 ha fondato TO DIE ON ICE per dare espressione alla perturbante corrente del Lynch Core.
Fumettista e illustratrice classe 1990, Vitt Moretta ha esordito per Coconino Press con “Il Tramonto del Sea Breeze”, tradotto e pubblicato in Francia da Sarbacane. Autrice di “Puzzle”, albo della collana “Fumetti dei Musei”, è attiva nel mondo delle autoproduzioni e collabora con maestri della scena indipendente americana a progetti come l’antologia “Quality Pictures” di Simon Hanselmann e Josh Pettinger. I suoi lavori sono comparsi su Frankenstein Magazine, Osso, Scomodo, Domani Editoriale, Jacobin Italia, La Fine del Mondo (Il Manifesto). Insegna American comics in NABA, sede Roma. Il suo autoritratto è esposto presso le Gallerie degli Uffizi, assieme a quelli di altri grandi del fumetto.
(il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web)
Per informazioni e per RICHIEDERE IL VISUAL ALBUM IN ANTEPRIMA,
scrivere a: todieonice@gmail.com
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA



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