Napoli, venerdì 26 giugno 2026, ore 16-19,30
Sala delle colonne, Via Annunziata 34, Napoli
La scultura come processo di evoluzione
Un dialogo tra arte, psicologia e spiritualità
Presentazione del docufilm
diretto da
Pedro Fiascunari
Intervengono:
Caterina Bruno | Maria Fabiana Liso | Stefano Taccone
Ormai da un po’ di anni Lucia Schettino identifica la sua pratica artistica nel campo specifico della scultura ed elegge a materiale privilegiato della sua poetica l’argilla.
Attraverso la lavorazione di essa, sperimentando le sue peculiari proprietà – non ultima la sua valenza allegorica, di rimando immediato alla terra e quindi alla Madre –, l’artista instaura una triplice relazione.
Innanzi tutto con se stessa: le dita affondano nell’argilla e questa risponde a suo modo. Se il gesto che si imprime sull’argilla è conseguenza di moti interiori, la forma così plasmata fa risuonare, a sua volta, le corde dell’anima.
La dimensione corporea appare così fondamentale ma anche necessariamente trascesa. Schettino parla addirittura di incontro tra Terra e Cielo. Di una esperienza, dunque, che non è solo psico-fisica, ma che lambisce le vette dello spirituale.
Al tempo stesso, in tale operazione, non è possibile cogliere alcun tratto di solipsistico ascetismo, dal momento che, all’incontro con l’io e all’incontro con un quid che l’artista ritiene prossimo al divino, si affianca quello con l’altro: i laboratori che ella frequentemente tiene, volti a duplicare, condividere il suo esperire, sempre attraverso le eccezionali capacità stimolatorie dell’argilla.
L’evoluzione, cui Schettino allude, non possiede alcuna impronta neopositivista, non fa appello cioè alle “magnifiche sorti e progressive” di una società basata sull’accelerazionismo tecnologico come promessa di benessere. Ella fa riferimento ad un processo che anzi sembra promuovere il riscatto dei ritmi biologici contro quelli disumanizzanti della macchina e si coniuga preferibilmente al plurale, in un’ottica di allargamento, se non del concetto di arte e di artista, almeno di quello di creatività e creazione.
Attraverso la modellazione dell’argilla, in altre parole, il soggetto acquisisce progressiva consapevolezza di sé, del suo rapporto con l’altro e con l’universo intero. La scultura “per via di aggiungere” diviene in tal modo tanto paradigma che momento concreto del conferire forme alla vita.
Caterina Bruno scopre la rete internazionale delle Pietre Vive negli anni alla facoltà di Architettura e da allora la sua vita gira attorno ai due poli della Fede e dell’Arte. Vive e lavora tra Nocera Inferiore e Napoli dove è docente di alcuni corsi alla Scuola di Alta Formazione di Arte e Teologia presso la PFTIM. Qui forma gli operatori turistici al patrimonio artistico delle chiese napoletane. Autrice di articoli per le riviste “Vocazioni” e “Mensaje online”, conduce insieme ad altri il programma “I capolavori dell’arte italiana” su Radio Maria. Collabora come guida di spiritualità ignaziana alle attività della rete CIS. Commenta la Parola per il sito “Get up and walk” e attraverso l’arte sul canale Telegram “Stepping Stones by Pietre Vive”.
Lucia Schettino (Castellammare di Stabia, 1988) è artista e arteterapeuta. La sua ricerca indaga la scultura come processo di trasformazione interiore, intrecciando materia, simbolo e dimensione spirituale. Conduce laboratori di scultura emozionale e relazionale, in cui il fare artistico diventa esperienza di consapevolezza e crescita. Vive e lavora a Napoli, dove sviluppa progetti site-specific e percorsi che uniscono arte e psicologia.
M. Fabiana Liso è laureata in Psicologia Clinica presso l’università degli studi di Bari "Aldo Moro" ed è in formazione psicoanalitica presso AIPA (Associazione Italiana di Psicologia Analitica). Si occupa di salute mentale con particolare attenzione alle dimensioni simboliche dei processi di sviluppo psicologico e creativo. Ha maturato interessi nell’ambito della riabilitazione psicosociale e della ricerca sul rapporto tra arte, simbolo e vita psichica, con particolare riferimento all’utilizzo delle pratiche espressive nei contesti clinici e formativi.
Pedro Giovanni Fiascunari Bejarano (Napoli, 1992) è un regista, arteterapeuta e artista visivo italo-peruviano. Il suo lavoro unisce cinema poetico e approccio antropologico, con forte attenzione a identità, memoria e resilienza. Si forma tra Pigrecoemme (regia) e Istituto Crea (arteterapia), integrando cinema e relazione d’aiuto. È influenzato da Béla Tarr, Terrence Malick e Gaspar Noé, con un interesse per il cinema contemplativo e sensoriale. Ha realizzato cortometraggi, videoclip e uno spot per l’Università L’Orientale, lavorando anche in produzione e coordinamento. Insegna cinema e teatro e collabora con la compagnia e associazione Manovalanza, lavorando a stretto contatto con la comunità dei Bipiani a Ponticelli. La sua ricerca intreccia cinema e arteterapia per creare narrazioni collettive e socialmente consapevoli.
Stefano Taccone ha conseguito il Dottorato di ricerca in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico-artistica all’Università degli Studi di Salerno ed è docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di Belle Arti di Macerata. Tra le sue recenti monografie: La cooperazione dell’arte. La pratica artistica verso la vita in area campana. La stagione dell’arte nel sociale e storie simili (2020) e La critica istituzionale. Il nome e la cosa (2022).
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA

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