Giovedì 09 luglio 2026
Società delle Api | Via Gregoriana 40 | Roma

© Allison Grimaldi Donahue, Personal family archive 1980
Si conclude giovedì 9 luglio Langue Lost, Language Found: Poetic Interventions, il ciclo di appuntamenti a cura di Allison Grimaldi Donahue che ha inaugurato il Public Program di Società delle Api. Con questa iniziativa la Fondazione ha aperto i propri spazi a performance, workshop e momenti di ricerca condivisa, promuovendo l’incontro tra pratiche artistiche, scrittura e poesia e favorendo il dialogo tra artisti, autori, ricercatori e pubblico.
Il Public Program nasce come una piattaforma multidisciplinare dedicata all’incontro, allo scambio e alla collaborazione tra ambiti diversi. Pensato come un programma autonomo, non necessariamente legato alle mostre in corso, amplia il raggio d’azione della Fondazione attraverso conversazioni, workshop, performance e momenti di ricerca condivisa, creando nuove connessioni tra arti visive, letteratura, poesia, musica, ricerca e altre forme di produzione culturale e artistica.
In questo contesto, Langue Lost, Language Found: Poetic Interventions mette in relazione pratiche artistiche e scrittura, invitando il pubblico ad abitare un campo di voci e lingue in un formato aperto e immersivo. Per l’ultimo appuntamento è stata promossa un’open call rivolta a giovani professionisti attivi nei campi dell’arte contemporanea, della poesia e della scrittura. Sono stati selezionati 13 partecipanti che prenderanno parte a un laboratorio dedicato alla traduzione dall’inglese all’italiano di The Fall of Rome di W. H. Auden, portando l’attenzione sulla lingua come spazio di incontro, confronto e sperimentazione collettiva.
Il workshop, condotto da Allison Grimaldi Donahue insieme alla poeta Carmen Gallo, candidata finalista al Premio Strega Poesia 2026, propone la traduzione come pratica di confronto e trasformazione della lingua, aprendo una riflessione più ampia sul poema, sulla scrittura poetica e sulle possibilità creative che emergono nel passaggio tra idiomi. Il percorso alternerà momenti di riflessione a esercizi di traduzione e di scrittura creativa. Le traduzioni realizzate durante il laboratorio saranno pubblicate in forma di poster in edizione limitata, realizzata in collaborazione con Litografia Bulla, e presentate nell’autunno del 2026.
A inaugurare il progetto Langue Lost, Language Found: Poetic Interventions, il 22 maggio, è stata una performance immersiva con T.J. Dedeaux-Norris, Diaty Diallo, Marco Giovenale, Jahan Khajavi, Viola Lo Moro e Samuele Maffei, invitati a leggere simultaneamente i propri testi negli spazi della fondazione e trasformando il percorso espositivo in un paesaggio di voci e lingue.
Il 25 giugno, il secondo appuntamento ha invece riunito Riccardo Baruzzi, Paula Bozalongo, Rodrigo Hernández, Derek MF Di Fabio, Vincenzo Ostuni, Catherine Parsonage e June Scialpi in una serie di dialoghi dedicati alle affinità tra scrittura e arti visive: ogni coppia ha messo a confronto le rispettive pratiche creative, riflettendo sulle possibilità di contaminazione tra parola e immagine e sulla natura profondamente relazionale del fare artistico. Entrambi gli appuntamenti hanno registrato una grande affluenza di pubblico, con circa 70 presenze per ciascuna serata.
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA
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