mercoledì 26 agosto 2026

Il Festival Internazionale chiude con Aldo Cazzullo e il suo FRANCESCO 29 agosto TAGLIACOZZO

 XLII edizione

31/07 - 29/08/2026

ALDO CAZZULLO

Francesco

In occasione degli ‘800 anni dalla Morte del Santo

Info: Tagliacozzo, Sabato 29 agosto Chiostro di San Francesco  ore 21,15

 www.festivaldimezzaestate.it  info@festivaldimezzaestate.it  Info point: 0863 610750 – cell.: +39 3459474641 –  I biglietti sono in vendita su  www.i-ticket.it Tel.: 0863/25842 – 0863/411830

 Aldo Cazzullo: “Francesco”


 


Dal Francesco inaugurale di Roberto Molinelli, a quello di Aldo Cazzullo che chiuderà nel Chiostro del Convento di San Francesco, in Tagliacozzo, la XLII edizione del Festival di Mezza Estate, sabato 29 agosto, alle ore 21,15. Numeri altissimi e tanta partecipazione di pubblico per un mese intero di eventi che hanno composto il cartellone firmato dal Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli e realizzato perfettamente da Luca Ciccimarra


Tra le mura del Convento di San Francesco, in Tagliacozzo, adiacente la chiesa dove riposa Tommaso da Celano, primo biografo del Santo, si è aperta e si chiuderà sabato 29 agosto la XLII edizione del Festival di Mezza Estate, che ha celebrato con diversi eventi internazionali, gli ‘800 anni dalla scomparsa di Francesco. Un cartellone, questo in cui abbiamo ritrovato il poverello d’Assisi nei luoghi, nella musica, nelle arti che ormai, da oltre quarant’anni invadono gioiosamente questo incantevole e ospitale borgo abruzzese, in agosto. Calerà il sipario, di questo eterogeneo cartellone musicale, che per un intero mese, ha ospitato tutti i generi di musica, progetti originali, il balletto e il teatro, con eventi extra quali la mostra Contemporanea 2026 a Palazzo Ducale e la sezione libri, (curata personalmente dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio), firmato dal Direttore Artistico, Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, che ha festeggiato un decennale, importante in tutti i sensi, con grandissimi numeri, grazie alla partecipazione quotidiana del pubblico.

Traguardo importante quello della quarantaduesima edizione, con un cartellone e un format di successo, divenuto tassello privilegiato della programmazione di l’Aquila città della Cultura, grazie alle istituzioni, in primis il Ministero della cultura, la Regione Abruzzo, il Comune di Tagliacozzo, e la sinergia con istituzioni quali la Sinfonica Abruzzese, resident orchestra e l’ Accademia musicale di Alto perfezionamento vocale “Daltrocanto” diretta da Donata D’Annunzio Lombardi. Il Festival di Mezza Estate si è confermata una splendida oasi di ozio creativo, costruita con immane lavoro, anzi “Lavorìo del sogno” per dirla con Kant, in tanti anni, per continuare a godere delle ragioni estetiche dettate dalla direzione artistica e generale di Jacopo Sipari e Luca Ciccimarra, nonché dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio e dalla sua delegata alla cultura Alessandra Ricci. A chiudere il festival sabato sera alle ore 21,15, nell’abituale Chiostro di San Francesco sarà Aldo Cazzullo.

 




 Lo scrittore, nella sua ricerca e nel suo dire su Francesco, sviluppa un'operazione ermeneutica e storiografica che si inserisce nel solco dei suoi precedenti lavori dedicati alla genesi dell'identità culturale italiana, proponendo una lettura di san Francesco d'Assisi non soltanto quale figura cardine del cristianesimo occidentale, ma come autentico pilastro fondativo dell'etnos e della sensibilità nazionale. Attraverso un'analisi che intreccia la narrazione biografica con le fonti medievali — a partire dai testi di Tommaso da Celano, tumulato proprio in Tagliacozzo e Bonaventura da Bagnoregio, fino alle esegesi storiografiche di Jacques Le Goff e Chiara Frugoni —, Cazzullo decostruisce l'iconografia tradizionale del santo per restituirne la complessità storica, umana e rivoluzionaria. La tesi di fondo dell'autore individua nel Poverello di Assisi il "primo italiano" per una pluralità di ragioni linguistiche, artistiche, antropologiche e filosofiche: sul piano letterario, il Cantico delle Creature rappresenta il momento in cui il volgare umbro assurge a dignità poetica e sacra, posizionandosi come il primo vero testo della letteratura italiana, ben prima della sistematizzazione dantesca; sul piano estetico e performativo, le intuizioni francescane, come l'ideazione del presepe di Greccio o le sue prediche itineranti intrise di teatralità, musica e gesto, innescano una rivoluzione figurativa che troverà in Giotto la sua massima espressione, trasformando la pittura bizantina rigida e bidimensionale in una rappresentazione del paesaggio, della natura e dell'umanità emotivamente partecipe; infine, sul piano sociale e filosofico, Francesco pone le basi dell'umanesimo italiano attraverso la riaffermazione della dignità individuale, la rivalutazione del lavoro, il rifiuto delle logiche d'accumulazione capitalistica nascenti nei Comuni e una visionaria sensibilità ecologica centrata sull'armonia tra l'uomo e la creazione. Cazzullo non mancherà di evidenziare le contraddizioni e le tensioni storiche vissute dal francescanesimo, in particolare la tendenza delle gerarchie ecclesiastiche coeve ad "addomesticare" l'impatto dirompente della scelta pauperistica del santo, trasformando un messaggio di rottura radicato nella terra in un culto trascendente e innocuo. Sviluppando, poi, continui parallelismi tra la crisi socio-politica del XIII secolo e le fratture della contemporaneità, segnata da disuguaglianze economiche stridenti, conflitti bellici e degradazione ambientale, l'opera di Cazzullo si configura in ultima analisi come una riflessione etica sulla modernità, indicando nell'eredità di Francesco d'Assisi non un relitto del passato, bensì una matrice valoriale viva e imprescindibile per comprendere la struttura profonda della civiltà italiana.

 

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“Azzurro – Storie di Mare” – sabato 29 agosto 2026, ore 11.25, Rai 1

 “AZZURRO – STORIE DI MARE” FA ROTTA SULL’ABRUZZO: DA PESCARA ALLA COSTA DEI TRABOCCHI FINO AL BORGO DI TORTORETO




Sabato 29 agosto alle 11.25 su Rai 1, Beppe Convertini attraversa l’Abruzzo tra Bandiera Blu, pescatori, borghi, tradizioni e sapori. Nel viaggio anche una finestra ad Arborea in Sardegna e sul pane di Altamura. La nuova puntata arriva dopo il successo di sabato scorso: 1.139.000 spettatori e il 18,2% di share

Dopo il successo della puntata pugliese, seguita sabato scorso da 1.139.000 telespettatori con il 18,2% di share, “Azzurro – Storie di Mare” torna sabato 29 agosto alle 11.25 su Rai 1. Questa volta Beppe Convertini approda in Abruzzo per un viaggio che parte da Pescara, segue la Costa dei Trabocchi e risale verso il Teramano, intrecciando mare, ambiente, storia, cucina e soprattutto le vite di chi questi luoghi li abita ogni giorno.

Ad accogliere la trasmissione a Pescara è il sindaco Carlo Masci, che per il terzo anno consecutivo rinnova il benvenuto a Convertini e alla squadra di “Azzurro di rai uno”. Una presenza ormai familiare per la città e un’occasione per mostrarne non soltanto il litorale, ma anche il lavoro compiuto sulla qualità ambientale, sull’accoglienza e sulla trasformazione degli spazi urbani.

Il viaggio comincia proprio dal mare. Pescara conferma anche nel 2026 la Bandiera Blu e le telecamere di “Azzurro” entrano dietro le quinte di un riconoscimento che richiede controlli e verifiche continui. Insieme a una funzionaria impegnata nel percorso Bandiera Blu e a due tecnici di ARPA Abruzzo, Convertini segue direttamente le operazioni di monitoraggio delle acque di balneazione, assiste ai prelievi e si fa raccontare come vengono effettuate le analisi e con quale frequenza viene controllato lo stato del mare. Un lavoro poco visibile a chi frequenta le spiagge, ma fondamentale per conservare nel tempo gli elevati standard ambientali della costa pescarese.

Dall’acqua il racconto entra nella città. Il lungomare, i nuovi spazi verdi e gli interventi di architettura contemporanea mostrano una Pescara che cambia, mentre il percorso sale verso il Colle del Telegrafo, dove paesaggio e testimonianze archeologiche si incontrano. Non poteva mancare il richiamo a Gabriele d’Annunzio, attraverso la Stele Dannunziana e la Pineta Dannunziana, luoghi profondamente legati alla memoria culturale della città. A completare il ritratto di Pescara è la cucina: sulla spiaggia del lido tramontana, davanti all’Adriatico, una grande tavola imbandita raccoglie piatti e specialità abruzzesi, in quell’incontro tra mare e terra che da sempre caratterizza la gastronomia regionale.

Da Pescara la rotta punta verso sud, lungo la Costa dei Trabocchi, uno degli scenari più riconoscibili dell’Adriatico italiano. Convertini sale sulle antiche macchine da pesca sospese sull’acqua, ne osserva il funzionamento e soprattutto incontra i pescatori che ne custodiscono la memoria. Sono le loro voci a dare a questa parte del viaggio una dimensione più intima: uomini che hanno trascorso una vita sul mare raccontano il lavoro, la fatica, le stagioni della pesca e i profondi cambiamenti avvenuti negli ultimi decenni. Storie vere, attraversate anche da una sottile nostalgia per un mondo che si è trasformato, ma che continua a vivere nei loro ricordi e nei gesti tramandati nel tempo.

Seguendo la costa si arriva a Ortona, con il Castello Aragonese affacciato sull’Adriatico. Qui il racconto si allarga alle tradizioni popolari grazie a UNPLI – Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, presieduta da Antonino La Spina, e alle Pro Loco del territorio. Feste patronali, riti religiosi, sagre e manifestazioni diventano il modo per entrare nella memoria delle comunità, affidata al lavoro di volontari e associazioni che continuano a custodire costumi, ricette, devozioni e appuntamenti capaci di tenere insieme generazioni diverse.


La puntata raggiunge poi Pineto, dove tra mare e campagna si trova la Masseria della Madonna. Qui “Azzurro” incontra Francesco Marcacci e la storia della famiglia Marcacci, una vicenda che parla di emigrazione, appartenenza e ritorno. Dopo generazioni vissute in Venezuela, il legame con l’Abruzzo non si è mai spezzato, fino alla decisione delle nuove generazioni di tornare nella terra d’origine e costruirvi un nuovo progetto di vita. Tra vigneti e uliveti, in un luogo affacciato sul mare, quel ritorno si è trasformato in lavoro e impresa agricola: il lungo viaggio dell’emigrazione italiana percorso al contrario, dalla lontananza alle radici.

“Azzurro” apre poi una finestra in Sardegna, ad Arborea, entrando nel mondo della cooperazione agricola. La trasmissione visita la Cooperativa Produttori Arborea, una realtà che riunisce numerosi soci e abbraccia diversi comparti della filiera agroalimentare: dal mangimificio Meridoro ai servizi per gli allevamenti, dalla filiera bovina Rossopregio alle produzioni ortofrutticole di Primoverde, con angurie, meloni e ortaggi che arrivano sulle tavole italiane. Anche qui il mare torna protagonista nell’incontro con un pescatore sardo, che racconta a Convertini un mestiere fatto di esperienza, conoscenza e rispetto per l’acqua.

La rotta torna quindi in Abruzzo, a Sant’Omero, dove la cucina popolare incontra la festa nella tradizionale Sagra del Baccalà. Prima del finale a Tortoreto, il viaggio compie però una tappa ad Altamura, dedicata a uno degli alimenti simbolo della tavola italiana: il pane. “Azzurro” incontra PanBiscò della famiglia Picerno, una storia familiare cresciuta attorno al grano, agli impasti e alla cultura della panificazione tramandata di generazione in generazione. Dal grano alla lavorazione delle farine fino al prodotto finito, il pane viene raccontato nella sua dimensione più autentica: alimento quotidiano, ma anche lavoro, impresa, famiglia e memoria.


 

Da Altamura si torna infine sulla costa abruzzese per raggiungere Tortoreto. Sul lungomare uno chef prepara una ricetta della tradizione locale, prima che il viaggio salga verso il borgo antico. È qui che la puntata trova la sua chiusura, insieme ai figuranti del Palio dei Baroni: tamburi, bandiere, costumi e atmosfere medievali attraversano le strade del paese e trasformano le ultime immagini in una festa corale, tra storia e sapori.

Il filo di questo nuovo viaggio resta quello che caratterizza “Azzurro – Storie di Mare” fin dalle sue prime stagioni: partire dai luoghi per arrivare alle persone. Il mare di Pescara e i suoi controlli ambientali, i pescatori dei trabocchi, una famiglia tornata dal Venezuela, la grande cooperazione agricola sarda, il pane di Altamura e le tradizioni dei borghi diventano così capitoli diversi di uno stesso racconto dell’Italia.

Il pubblico continua intanto a premiare il programma. La puntata andata in onda sabato 22 agosto, dedicata alla Puglia, ha raggiunto 1.139.000 telespettatori e il 18,2% di share, confermando la forza di “Azzurro – Storie di Mare” nel daytime del sabato di Rai 1 e il rapporto consolidato di Beppe Convertini con il pubblico, all’interno dell’offerta dell’Intrattenimento Day Time Rai guidato dal direttore Angelo Mellone.

Per Convertini queste settimane segnano anche il passaggio verso la nuova stagione televisiva: mentre prosegue il viaggio di “Azzurro”, il conduttore è impegnato nelle prove di “Unomattina in famiglia”, in vista del ritorno del programma su Rai 1 nella seconda settimana di settembre.

“Azzurro – Storie di Mare” è scritto da Erika Mariniello, Simona Cangelosi, Beppe Convertini e Paolo Chiparo, curato da Barbara Calabresi per TV Press Star’s Management e da Maria Russo per Rai – Radiotelevisione Italiana, la regia di Antonio Siciliano, che accompagna il viaggio con uno sguardo attento ai paesaggi, alle persone e alle atmosfere dei luoghi attraversati. sotto la super visione del direttore di Produzione Ivan Giampietro, e l’organizzazione di Venus Entertainment, e Astro Group.

 

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martedì 25 agosto 2026

I festeggiamenti per i 60 anni della Pro Loco a Minori

 Mercoledì 26 agosto i festeggiamenti per i 60 anni della Pro Loco a Minori, con il Concerto lirico della soprano Maria Pia Garofalo, “Turandot” cinematografica

 




Mercoledì 26 Agosto la Pro Loco di Minori celebra 60 anni di storia. Nel 2026 il sessantesimo anniversario della costituzione dell’associazione di volontariato che in oltre mezzo secolo ha operato per promuovere, valorizzare e sviluppare il turismo, la cultura e le tradizioni non solo di Minori, ma dell’intera Costa d’Amalfi, sarà festeggiato in piazza Cantilena alle ore 20.00, con un Concerto lirico, omaggio al “verismo italiano”. Protagonista la soprano Maria Pia Garofalo, direttrice del Cilento in Opera Festival, e protagonista di “Turandot. L’ultima nota” recentissimo docufilm di Lamberto Lambertini che tanti consensi sta raccogliendo in giro per il mondo. Le “arie” pucciniane, e non solo, che avvolgeranno la piazza antistante il sagrato della Basilica di Santa Trofimena, e affidate alla toccante esecuzione di Maria Pia Garofalo, saranno accompagnate al pianoforte dal M° Demetrio Massimo Trotta, docente al Conservatorio musicale “Giuseppe Martucci” di Salerno. Quella di mercoledì 26 agosto sarà anche l’occasione per ascoltare, in prima assoluta, quattro composizioni inedite del M° Alfredo Di Falco del Conservatorio musicale “Stanislao Giacomantonio” di Cosenza

 


 


“Celebrare i sessant’anni della Pro Loco di Minori significa rendere omaggio a una storia fatta di persone, idee e amore per la nostra comunità.” - sottolinea Mario De Iuliis, presidente della Pro Loco di Minori - “Un traguardo importante costruito, anno dopo anno, da donne e uomini che hanno dedicato tempo ed energie alla promozione di Minori e della sua straordinaria identità. Un viaggio che continua, perché festeggiare questo anniversario significa rivolgere il nostro sguardo al passato, certamente, con riconoscenza, vivere con entusiasmo il presente, ma anche guardare al futuro con fiducia”. 

 



Istituita il 24 agosto 1966 la Pro Loco di Minori fu presieduta, con una passione senza limiti, dall’avvocato Pasquale Ruocco fino al 1998, anno della sua scomparsa. Dopo di lui, e fino al 2025, le redini dell’associazione sono state affidate al ragioniere Giuseppe Apicella, che ora ricopre il ruolo di presidente onorario. Dallo scorso anno, dopo importanti esperienze provinciali, regionali e nazionali nell’ambito dell’UNPLI, Unione Nazionale delle Pro Loco d’Italia, a guidare la realtà minorese è Mario De Iuliis infatti, con la vicepresidenza del giovanissimo Raffaele Leone.


La serata del 26 agosto, con il patrocinio del Comune di Minori, ed interventi istituzionali, sarà presentata da Alfonso Bottone.

 

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lunedì 24 agosto 2026

Commemorazione dell’eccidio di Vinca

 


La Spezia, 24 agosto 2026 - L'assessore alla sicurezza Giulio Guerri ha partecipato, in rappresentanza del sindaco Pierluigi Peracchini e dell’amministrazione comunale della Spezia, alla cerimonia in memoria delle 173 vittime dell’eccidio nazifascista di Vinca (MS), avvenuto il 24 agosto 1944.


La commemorazione, come da tradizione, è stata preceduta, nel paese di Gragnola, dalla deposizione di una corona al monumento, in memoria delle nove vittime che furono fucilate dai tedeschi nei pressi della stazione.

 

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STORIA&STORIE

Programma radiofonico di Antonella Giordano


 


Chi appartiene a classi sociali svantaggiate dagli albori della vita sociale sul pianeta sa che l’insaziabile brama di danaro di pochi non conosce umanità ma solo il codice di sfruttamento, impietosamente crudele nei confronti di donne, bambini, disabili, etnie e culture diverse. In tale palinsesto consolidato la sola breccia tra le sinuosità visionarie del riconoscimento universale di un’ autentica dignità del lavoro per tutti è rappresentata dalla Cultura, unica possibilità di disinnesco della sottocultura, notoriamente detentrice del potere (salvo le eccezioni: poche se valutate in comparativa con le dinamiche imperanti). Mi soffermo su una delle tante “pratiche” di lavoro che per secoli hanno visto protagoniste donne – oggi avvilite nell’ombra del mistero biografico - costrette, per la miseria, a fare le madri surrogate. Non parlo di “utero” in affitto, “pratica” attualmente possibile per la medicina, ma del “latte in affitto” o, per meglio dire, di madri erogatrici di latte materno e “complementi” per lo svezzamento. Parlo delle donne-balie , delle nutrici. Quello delle balie è stato un mestiere diffuso nell’antichità, attraversando poi in varie forme tutti i secoli successivi, per estinguersi soltanto nel Novecento.

 



Alle balie è dedicata la puntata settimanale di Storia&storie.

La puntata andrà in onda in diretta martedì p.v. alle 12.15 e, in replica, giovedì p.v. alle ore 17.30 su RadioRegional (AM – Onde Medie sulla frequenza 1440 kHz o al link: 

https://www.radio-italiane.it/regional-radio

In podcast al link: 

https://www.regionalradio.eu/onair/podcast/storiaestorie/

 

(i link non hanno accesso diretto ma sono da copiare e incollare sul web)

Vi aspetto Antonella Giordano

 

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sabato 22 agosto 2026

Human Rights? Factory - Inaugurano le sedi di Bucciano e Bonea

 HUMAN RIGHTS? FACTORY
Il primo Network Internazionale di Arte Contemporanea dedicato ai Diritti Umani





HUMAN RIGHTS? FACTORY, il primo network internazionale di arte contemporanea dedicato ai diritti umani, ideato e curato da Debora Salardi e Roberto Ronca, inaugura la sedi di Bucciano (BN) e Bonea (BN).


L'associazione Mosaico di Bucciano e il Comune di Bonea, aderiscono ufficialmente alla HUMAN RIGHTS? FACTORY , dopo Forchia (BN) e Prato.
L'Arte come scelta di Resistenza!


https://humanrightsfactory.com/

info@humanrightsfactory.com
 

Sabato 29 agosto 2026
Vi aspettiamo per accendere insieme questa nuova luce!

 
Sabato 29 agosto alle 12:00

 

Chiesa sconsacrata Maria SS Immacolata - Parco dell’Associazione Mosaico - Fizzo madonna dell’Immacolata - Bucciano (BN)

Ingresso libero



Sabato 29 agosto alle 16:00

Sala Espositiva Comunale di Bonea (BN) - via Roma, 71

Ingresso libero




In un’epoca di muri e silenzi, l’arte sceglie di essere ponte e voce.
HUMAN RIGHTS? FACTORY è una rete viva che trasforma ogni spazio in un presidio di coscienza critica e dignità umana.
Perché i diritti non si dichiarano:
Si difendono
E l’arte è la loro arma pacifica più potente


Le Artiste e gli Artisti presenti nella sede di Bucciano:

Arash Alipur - Iran
Alfredo Avagliano - Italia
PG Baroldi - Italia
Marko Beslac - Croazia
Orietta Dal Santo – Italia
Francesco Fai - Italia
Titti Gaeta - Italia
Sergio Giannotta – Italia
Cesare Iezzi - Italia
Odile Jaouen – Francia
Kyrahm - Italia
Bartolomeo Laudando - Italia
Chaitali Mallick Daftari – India
Mary Miller - Russia
Yael Peleg - Israele
Viviana Rasulo - Italia
Giordano Rizzardi - Italia
Mira Satryan – Polonia
Rodica Strugaru – Romania
Mantha Tsialiou – Grecia
Karen Wild – Canada
Lionel Williams - USA



Le Artiste e gli Artisti presenti nella sede di Bonea:

Alfredo Avagliano - Italia
Bernie Francia
Gerardo Iorio - Italia
Maria Karzi - Grecia
Josef Leitner - Austria
Ornella Luvj Luvisotto - Italia
Martine Marques - Francia
Pàl Mezei - Ungheria
Smaranda Nemethi - Romania
Franca Valeria Oliveri - Italia
Luca Piccini - Italia
Penlope Przekop - USA



In collaborazione con AIAPI Unesco o.p. e CreActivity


Per qualsiasi cosa siamo a disposizione

Buona Arte!

AIAPI Staff



https://humanrightsfactory.com/

https://aiapi.it/

https://creactivity.org/

 

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Al Festival Internazionale di Mezza Estate è il momento dei libri 23-25 agosto TAGLIACOZZO

 M.I.C   Regione Abruzzo   Città di Tagliacozzo      Banca del Fucino     Fondazione Carispaq

 

Festival Internazionale

di Mezza Estate

XLII edizione

31/07 - 29/08/2026

I libri del Festival

 

Info: Tagliacozzo, Domenica 23- Martedì 25 agosto Palazzo Ducale ore 18 –   www.festivaldimezzaestate.it  info@festivaldimezzaestate.it  Info point: 0863 610750 – cell.: +39 3459474641 – 

INGRESSO GRATUITO

Una tre giorni dedicata ai libri


 




Tre giornate da Domenica 23 e Martedì 25 agosto che il Festival Internazionale di Mezza Estate dedicherà alla presentazione di libri nel Cortile di Palazzo Ducale. Livia Pomodoro e Domenico Colasante con le sue ultime opere e la conversazione di Paola Nardecchia sulla Tagliacozzo rinascimentale

 

Riflettori accesi, alla XLII edizione del Festival Internazionale di Mezza Estate, sulla rassegna di libri inserita dal Direttore Artistico, Maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, nel cartellone da lui firmato, tassello privilegiato della programmazione di l’Aquila città della Cultura, grazie alle istituzioni, in primis il Ministero della cultura, la Regione Abruzzo, il Comune di Tagliacozzo, e la sinergia con istituzioni quali la Sinfonica Abruzzese, resident orchestra e l’ Accademia musicale di Alto perfezionamento vocale “Daltrocanto” diretta da Donata D’Annunzio Lombardi. Il Festival di Mezza Estate diventa così un crocevia sonoro, costruito in tanti anni, per continuare a godere delle ragioni estetiche dettate dalla direzione artistica e generale di Jacopo Sipari e Luca Ciccimarra, nonché dal Sindaco Vincenzo Giovagnorio, che è il curatore in prima persona della rassegna libraria, e dalla sua delegata alla cultura Alessandra Ricci. L’ appuntamento con i libri è come d’abitudine, alle ore 18, nel Cortile d’arme del Palazzo Ducale. S’ inizierà domenica 23 agosto con Livia Pomodoro in dialogo con Massimo Sebastiani, con “In cammino. Viaggio nelle abbazie che raccontano il nostro futuro”, in libreria per Marsilio editore. Le abbazie e i monasteri che costellano l’Italia e l’Europa non rappresentano soltanto le vestigia di un glorioso passato, sono spazi vivi, carichi di memoria e di futuro, in cui la storia ha lasciato tracce feconde, ancora in grado di suggerire modelli, ispirare gesti, sollecitare nuove visioni. È da questa intuizione che prende forma il viaggio qui narrato, un pellegrinaggio laico tra edifici e paesaggi, tra simboli e consuetudini, alla ricerca di ciò che rende attuali queste presenze secolari. Sotto la guida preziosa di Livia Pomodoro, seguiamo le orme dei viandanti che lungo le strade d’Europa si imbattevano in queste meraviglie: dal coro di Canterbury alla biblioteca di San Gallo, in Svizzera, da Orval e Scourmont, in Belgio, alle due Chiaravalle italiane, dall’hortulus di Fulda, in Germania, alle api di Morimondo, da Notre-Dame di Cîteaux, culla d’origine dei cistercensi, a Santa Maria di Follina, tra le colline trevigiane, dall’«abbazia verde» di Plankstetten, in Baviera, alla certosa di San Lorenzo di Padula e a Cisternino, nel Sud d’Italia. Il giorno successivo verrà illustrata “La guerra di Italo” di Domenico Colasante, in libreria per le edizioni Il filo di Arianna. L’autore sarà in dialogo con Tonita Di Nisio  per raccontare quelle storie che si annidano dentro le case come i granelli di polvere; non si vedono aleggiare, ma se, in una stanza, all’improvviso, da un’anta della finestra appena scostata, penetra un sottile fascio di luce, li percepiamo e ci rendiamo conto che sono proprio loro a rifrangere la luminosità. 

 


 

Allo stesso modo, i racconti degli adulti sentiti e risentiti vivono nello spazio domestico e s’acquattano negli angoli pronti a regalare la rifrazione di una luce, uno sfavillio, una verità. È quello che è accaduto alla storia che vi apprestate a leggere. Il Padre ha raccontato. Il Figlio, nel tempo, ha sentito narrare più volte, ma come in un sottofondo smorzato e distante, fatti di tanto tempo prima; via via l’ascolto si è fatto più attento a quella vicenda personale, che si stagliava sullo scenario della grande Storia. Il Padre se n’è andato. Ma la sua testimonianza continuava a vivere, a respirare, nella grande casa sulla piazza. Il Figlio sapeva che lì erano custoditi quaderni, fogli: le parole dello straordinario racconto di Italo. Martedì 25 agosto, sempre alle ore 18, ci si sposterà nelle scuderie del palazzo ducale, per una conversazione con la professoressa Paola Nardecchia “Su Portali, portalini e bifore a Tagliacozzo nel Rinascimento” in cui, la studiosa mette a fuoco un momento d’oro per Tagliacozzo, ovvero, quando la cittadina dell’itinerario marsicano conobbe un vivace sviluppo urbanistico e artistico sotto il mecenatismo e l'influenza della famiglia Orsini. L'indagine della Nardecchia non si limita a un semplice censimento formale, ma ricostruisce il tessuto sociale, artigianale ed estetico del borgo rinascimentale. Elementi come portali principali, portalini d'ingresso secondari e raffinate bifore non vengono trattati come meri dettagli decorativi, bensì come vere e proprie carte d'identità delle dimore patrizie e borghesi dell'epoca. Uno dei contributi più preziosi è l'attenzione rivolta agli scultori e agli scalpellini locale e itineranti. La pietra calcarea del territorio viene scolpita con una perizia che rivela la circolazione di modelli grafici e trattatistici nazionali, addebitabile alla posizione strategica di Tagliacozzo come snodo di passaggio tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli.

 

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DURANTE IL SARAJEVO FILM FESTIVAL FIRMATO IL PROTOCOLLO D’INTESA TRA PICENTIA SHORT FILM FESTIVAL (ITALIA) E SILVERFRAME FILM FESTIVAL (BIH)

 




Nella cornice del Sarajevo Film Festival è stato firmato un Memorandum d’Intesa tra il Picentia Short Film Festival italiano, organizzato dall’Associazione Culturale ACT Production, e il Silverframe Film Festival bosniaco. L’accordo è stato facilitato dall’Ambasciata d’Italia in Bosnia-Erzegovina, nell’ambito delle iniziative di diplomazia culturale.


La collaborazione è dedicata ai giovani cineasti e prevede scambi, workshop, masterclass, programmi festivalieri e attività di promozione internazionale dei film. Particolare attenzione sarà riservata ai giovani autori i cui film sono stati presentati all’edizione di quest’anno del Silverframe Film Festival, che potranno partecipare a programmi e attività in Italia.


Il Memorandum prevede inoltre proiezioni, programmi speciali ed eventi dedicati alla cultura cinematografica italiana in Bosnia-Erzegovina e a quella bosniaca ed erzegovese in Italia.


Ado Hasanović, direttore artistico del Silverframe Film Festival, ha sottolineato: «È una notizia davvero importante per noi. È la prima volta che creiamo questo tipo di scambio, riunendo persone di regioni e culture diverse per partecipare allo stesso programma, condividere le proprie esperienze e presentare il lavoro realizzato durante il festival. Condividiamo molti valori e un background culturale comune, quindi questa cooperazione può diventare un importante ponte tra regioni e culture diverse».


Luca Capacchione, direttore artistico del Picentia Short Film Festival, ha evidenziato: «Questo tipo di cooperazione è molto importante, così come il ruolo dell’Ambasciata italiana. Il suo ruolo non è solo politico, ma anche sociale e culturale. Come spesso diciamo, dove finisce la politica, la cultura può continuare a costruire legami tra le persone. Per me, questo è l’inizio di un lungo percorso che intraprenderemo insieme. L’accordo è stato firmato per tre anni, ma credo che questa collaborazione continuerà di anno in anno e, spero, per molti anni a venire».


L’ Ambasciatrice d’Italia in Bosnia-Erzegovina, Sarah Eti Castellani ha dichiarato: «La cultura è uno dei ponti più solidi tra i nostri Paesi e il cinema, in particolare, ha una straordinaria capacità di creare dialogo e avvicinare le persone. Sostenere questa iniziativa significa investire nei giovani, nella creatività e nella costruzione di nuove relazioni tra Italia e Bosnia-Erzegovina. L’Ambasciata è lieta di aver favorito questo incontro e auspica che il Memorandum possa generare nuove opportunità concrete per i giovani professionisti del cinema».

 

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