lunedì 14 settembre 2026

UN GRANDE RICONOSCIMENTO PER LUCA

 




La Maison de la Danse ssd di La Spezia, centro di riferimento per le arti coreutico artistiche in città, annuncia con grande orgoglio l’ammissione ufficiale di Luca Raffellini presso la storica Scuola di Ballo del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Eleonora Abbagnato, Étoile internazionale.

 

Luca Raffellini
Il giovanissimo studente, 15 anni, è cresciuto e si è formato nella danza all’interno del centro spezzino.
Spronato e diretto dai suoi insegnanti, ha deciso di iscriversi alle selezioni presso alcune rinomate Accademie italiane, ma ha scelto Roma come sua prossima tappa.
Tutta la scuola, il team docenti, la segreteria, gli amici, colleghi di studi e in particolare la fondatrice e direttrice Emmanuelle Ricco ci tengono a inviare a Luca un sincero “in bocca al lupo” e i migliori auguri per il suo futuro, con la speranza di vederlo presto calcare le scene italiane ed estere come professionista.


Il centro riaprirà l’anno accademico il 17 settembre con molte novità: oltre alle materie fondamentali di
insegnamento come la danza classica, punte, repertorio, danza contemporanea, modern contemporaneo etc, quest’anno la LMD offrirà corsi per bambini e ragazzi improntati al jazz, hip hop, cheerleading in lingua inglese con madrelingua, corsi linguistici di inglese e francese per bambini e ragazzi (uno dei quali in collaborazione con l’ente internazionale Kids&Us), Teatro (tutte le fasce di età) e attività manuali e poi corsi di salsa e bachata così come Heels, Tai chi, danza contemporanea e jazz (anni ’80-musical) per un pubblico adulto... un anno ricchissimo e intenso.
 

Inoltre, la programmazione prevede stage mensili con il Maestro di chiara fama Massimo Perugini per la danza contemporanea, Annalisa Serpe per il teatrodanza, oltre a audizioni, masterclass in danza accademica, laboratori di Broadway style (musical), vacanze studio, lezioni teoriche di storia della danza e del teatro, concorsi e tanto altro.


Ricordiamo che il 26 settembre avranno luogo gli open days per i corsi tenuti da Kids&Us alle ore 16.00 e Tai chi adulti alle 17.30.


La segreteria sarà aperta 

dal 17 settembre pomeriggio 

Per informazioni:
Via Fontevivo 21

 la Spezia,

 maisondansestudio@gmail.com,

3494656392

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

San Gregorio Armeno


 


DATA: 1990 
AUTORE: Don Giuseppe Cappellano
DIMENSIONI: 45x60cm
TECNICA: Tempera all'uovo su tavola

 

NOTE:
San Gregorio Armeno pezzo unico
Icona di scuola di ovse
Tecnica iconografica tradizionale

“Il Suono dell’Acqua” – La nuova creazione musicale di Daniela Del Prete, Narratrice d’Incanto

 


 

Il Suono dell’Acqua” – La nuova creazione musicale di Daniela Del Prete, Narratrice d’Incanto “Il Suono dell’Acqua”: nasce la nuova opera musicale e narrativa creata interamente da lei “Il Suono dell’Acqua” è il nuovo progetto artistico di Daniela Del Prete, narratrice d’incanto, giornalista, scrittrice e voce creativa tra le più riconoscibili del panorama culturale campano.


L’immagine ufficiale del brano – due figure immerse nell’acqua, illuminate da una luna piena che domina la scena – racconta già da sola l’essenza del progetto: un’opera che nasce dal contatto tra emozione, natura e intimità, trasformata in musica e narrazione da una sola persona, l’autrice stessa.


Una musica creata interamente da Daniela Del Prete
La canzone non nasce da un team, né da una produzione collettiva: è stata composta, ideata e strutturata interamente da Daniela Del Prete, che ha trasformato la sua sensibilità narrativa in linguaggio musicale. La melodia nasce dal concetto che attraversa tutta la sua opera:
l’acqua come memoria, come voce, come luogo dove le emozioni si riflettono e si
trasformano.
Il brano è costruito come un racconto sonoro, dove ogni nota è pensata per evocare
immagini, atmosfere e sensazioni che ritornano nel videoclip e nella copertina ufficiale.
La visione artistica: il racconto che diventa musica
Daniela Del Prete porta nel progetto la sua identità di narratrice:
la musica non descrive, fa vivere.
Il brano è concepito come un viaggio emotivo, dove la voce narrante diventa parte
integrante della composizione, guidando lo spettatore attraverso un percorso che unisce
acqua, luna, intimità e rinascita.
La copertina – con la luna che illumina l’acqua e due figure immerse nel loro mondo –
rappresenta perfettamente la poetica dell’autrice:
la luce che incontra il sentimento, il silenzio che incontra la voce, l’acqua che
incontra la storia.
Chi è Daniela Del Prete: la Narratrice d’Incanto
Giornalista pubblicista, scrittrice, autrice e direttrice della web tv Dagal Social, Daniela Del
Prete è una delle voci più apprezzate della comunicazione culturale campana.

La sua narrazione è stata definita come “una voce che accarezza le storie”, capace di
trasformare un testo, un’immagine o una musica in un’esperienza emotiva.
Negli anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti ufficiali:
● Premio Special Award alla 76ª Biennale di Venezia, per la qualità del suo lavoro
giornalistico e culturale
Premio Internazionale a Barcellona, assegnato alla sua web tv Dagal Social
come realtà innovativa nella comunicazione digitale
Premio Eccellenze Istituzionali 2022, per il contributo alla valorizzazione del
territorio
Premio Vesuvio d’Oro 2025, come eccellenza della comunicazione e della cultura
partenopea
● Premio Speciale Award dalla FSP Polizia di Stato per la divulgazione e comunicazione.
La sua voce, intensa e immediatamente riconoscibile, è diventata negli anni un tratto
distintivo delle sue produzioni editoriali, dei suoi documentari e delle sue narrazioni
artistiche.
“Il Suono dell’Acqua”: un’opera che unisce musica, immagine e
racconto
Il progetto rappresenta una nuova tappa del percorso artistico di Daniela Del Prete:
una musica che nasce da lei, una narrazione che vive attraverso la sua voce, un’immagine
che diventa simbolo della sua poetica.
“Il Suono dell’Acqua” non è solo una canzone:
è un racconto emotivo, un’esperienza visiva e sonora, un’opera che parla di sentimenti,
di contatto, di rinascita e di quella magia che solo l’acqua – e la voce di una narratrice
d’incanto – può evocare.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

ZEFFIRELLI, LA GENEROSITÀ E L’AMORE PER LA COSTIERA: A VIETRI SUL MARE IL RICORDO DEL MAESTRO

 


 

Non soltanto il grande regista, l’uomo di teatro e d’opera conosciuto in tutto il mondo. Ma un Franco Zeffirelli privato, generoso, capace di gesti di grande umanità e profondamente legato alla Costiera Amalfitana, tanto da trasformare la sua casa di Positano in una delle espressioni più autentiche del proprio universo artistico.

È il ritratto emerso domenica 13 settembre a Palazzo Suriano, a Vietri sul Mare, in occasione della presentazione del libro “La vicina di Zeffirelli” di Gaia Zucchi, alla presenza dell’autrice e con la moderazione della giornalista Maria Consiglia Izzo.

Un incontro che, partendo dalle pagine del volume e dai ricordi personali legati al Maestro, ha permesso di guardare oltre il personaggio pubblico per raccontare soprattutto l’uomo.

 




«Di Franco mi ha sempre colpito la straordinaria generosità – ha raccontato Gaia Zucchi –. Era generoso non soltanto materialmente, ma nel modo di vivere i rapporti umani, di condividere quello che aveva, di aprire la propria casa e il proprio mondo alle persone alle quali voleva bene. Dietro un personaggio dalla personalità fortissima c’era un uomo capace di grandi attenzioni e di gesti che difficilmente si dimenticano».

Proprio la casa rappresenta una delle chiavi più affascinanti per comprendere il rapporto tra Zeffirelli e la Costiera Amalfitana. A Positano, nella sua amata Villa Treville, il regista non costruì semplicemente un rifugio lontano dagli impegni professionali. Quella dimora divenne progressivamente una sorta di opera di Zeffirelli, una creazione nella quale sembravano confluire tutte le componenti del suo immaginario: il gusto per la scenografia, la teatralità, il colore, l’amore per la bellezza, la natura mediterranea e la capacità di trasformare gli ambienti in luoghi capaci di raccontare una storia.

Terrazze affacciate sul mare, giardini e vegetazione mediterranea, tessuti, arredi, opere e oggetti raccolti nel corso di una vita contribuirono a creare un universo nel quale diventava difficile stabilire dove terminasse la casa e dove cominciasse la scenografia. In questa estetica profondamente mediterranea trovavano spazio anche le ceramiche vietresi, un particolare che ha assunto un significato ancora più suggestivo proprio in occasione della presentazione del libro a Vietri sul Mare.

 




Ad accogliere il racconto dedicato al Maestro è stato infatti Palazzo Suriano, una dimora storica che presenta singolari consonanze con la casa positanese di Zeffirelli. Due luoghi diversi per storia e identità, ma accomunati da un dialogo continuo tra architettura, arte, giardini e paesaggio mediterraneo. Anche Palazzo Suriano si apre al mare attraverso terrazze e balconi panoramici, è immerso nel verde degli agrumi e della vegetazione mediterranea e custodisce negli interni pavimenti e rivestimenti in ceramica vietrese, accanto ad affreschi e arredi d’epoca.

Quasi un gioco di rimandi tra Vietri e Positano, Palazzo Suriano e Villa Treville: due dimore della Costiera nelle quali il confine tra spazio costruito e paesaggio si assottiglia e dove il mare non rappresenta semplicemente il panorama, ma diventa parte integrante dell’esperienza estetica.

Zeffirelli aveva del resto un rapporto speciale con la Costiera. Non la considerava semplicemente uno dei luoghi più belli d’Italia, ma un paesaggio che possedeva naturalmente quella teatralità che caratterizzava il suo immaginario: i paesi arrampicati sulle montagne, il mare come fondale, le terrazze, le cupole, i colori e la vegetazione. Non sorprende, dunque, che proprio qui abbia scelto di costruire uno dei luoghi più personali della propria esistenza.

Ma Villa Treville fu anche molto altro. Grazie alla personalità di Zeffirelli e alla sua straordinaria rete di rapporti artistici e umani, la casa divenne negli anni un vero salotto internazionale della cultura e dello spettacolo, frequentato da alcuni dei più grandi protagonisti del Novecento.

 




«A Villa Treville poteva capitare di ritrovarsi a tavola accanto a Maria Callas, Elizabeth Taylor, Richard Burton, Rudolf Nureyev o Liza Minnelli – ha ricordato Gaia Zucchi –. Io sedevo accanto a loro e la cosa sorprendente è che, in quella casa, tutto avveniva con una naturalezza incredibile. Non avevi la sensazione di trovarti davanti a personaggi irraggiungibili: erano gli amici di Franco, persone che arrivavano, si sedevano a tavola, parlavano, scherzavano. Villa Treville aveva anche questa magia: riusciva a rendere familiare e quotidiano un mondo che, visto dall’esterno, poteva sembrare straordinario».

Ed è anche attraverso questa capacità di accogliere che torna il tema della generosità ricordato da Gaia Zucchi. «La casa per Franco non era qualcosa da tenere gelosamente per sé – ha spiegato l’autrice –. Era un luogo da vivere e da condividere. Credo che anche questo racconti molto della sua generosità: gli piaceva avere intorno le persone, accoglierle e farle entrare in quel mondo che aveva costruito».

Dietro la magnificenza della dimora, le amicizie celebri e il successo internazionale, nel corso dell’incontro di Vietri è emerso così soprattutto lo Zeffirelli della dimensione privata. Il racconto di Gaia Zucchi riduce la distanza apparentemente incolmabile tra il Maestro celebrato il tutto il mondo e l’uomo della quotidianità. Il titolo stesso del libro, La vicina di Zeffirelli, ribalta la prospettiva: il grande regista diventa un vicino di casa, una presenza reale, con le proprie abitudini, il proprio carattere e i propri affetti.

La presentazione a Palazzo Suriano ha restituito così un’immagine di Zeffirelli nella quale arte e vita finiscono continuamente per incontrarsi. La casa diventa quasi un’estensione della sua personalità e la bellezza non qualcosa da contemplare in solitudine, ma un’esperienza da condividere.

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

NUOVA ORCHESTRA SCARLATTI | Al Cortile delle Statue con “Gershwin” e tutti i colori dell’Orchestra

 


 

Venerdì 18 settembre ore 19:30, nel Cortile delle Statue di Napoli in Via Paladino 39, si terrà il Concerto “Gershwin”, nuovo appuntamento di Unimusic 2026, la rassegna della Nuova Orchestra Scarlatti giunta alla VII edizione, realizzata in partnership con l’Università degli Studi di Napoli Federico II, quest’anno promossa e finanziata dal Comune di Napoli nell’ambito della programmazione culturale 2026 e del progetto Napoli Città della Musica, in aggiunta agli ordinari sostegni del MIC e della Regione Campania.
 

 


 


Nonostante il titolo monografico, il concerto offrirà al pubblico varie emozioni, forti passioni tardo e neo romantiche e tutti i colori dell'orchestra, da Barber a Fauré, da Gershwin a Ravel. In programma l’avvolgente Adagio per archi di Samuel Barber: elaborazione, pare su suggerimento di Toscanini, del secondo movimento di un Quartetto composto dal giovane compositore americano nel 1936 durante il suo soggiorno a Roma, il cui disegno sinuoso a spirale evocherebbe il mormorio di acque che dissetano i campi descritto in un passo delle Georgiche di Virgilio. Si resta nell’elegia con la magia elegante, sospesa, neo arcaica della Pavane op. 50 di Gabriel Fauré (1887). Momento clou sarà la celebre e amata “Rhapsody in Blue” di George Gershwin (1924), capolavoro della vitalissima etnia musicale americana di primo '900, intreccio fra elettrizzanti ritmi metropolitani e grandi ondate melodiche da popular song, qui nella versione per pianoforte e orchestra di Ferde Grofé. Culmine del programma un'altra pagina dal fascino universale, il Boléro di Maurice Ravel (1928), fantasmagoria di sapienza orchestrale e calibratissima ossessione iterativa che costruisce un irresistibile crescendo sinfonico.

Solista al pianoforte nella “Rhapsody in Blue” di Gershwin un talento meridionale, Giuseppe Gullotta: finalista al prestigioso Premio Busoni di Bolzano e vincitore di numerosi concorsi internazionali, artista eclettico, svolge da anni un’intensa carriera che lo ha portato a esibirsi nelle più prestigiose istituzioni in Italia e nel mondo, dal Parco della Musica di Roma al Palau de la Música di Barcellona, dalla Salle Cortot di Parigi alla Carnegie Hall di New York. 


 



Dirige la Nuova Orchestra Scarlatti Alessandro Tirotta, che il pubblico ha avuto già modo di apprezzare in varie occasioni: non solo direttore d’orchestra, ma anche cantante lirico, violinista, musicologo. Tirotta svolge un’intensa attività concertistica e operistica in Italia e all’estero.


Biglietti € 10 online su azzurroservice o al botteghino da un'ora prima del concerto.


La sezione Musica ai Musei UNINA inoltre proporrà una vivace passeggiata musicale tra i tesori e le curiosità del Museo di Paleontologia: 17 settembre ore 16.


UNIMUSIC 2026 rientra tra i 55 progetti che, nel quadro della Linea d’azione 2 del bando Cultura Napoli 2026, animeranno tutte le Municipalità cittadine fino al mese di marzo del 2027. Si tratta di un programma diffuso e multidisciplinare fortemente voluto dal sindaco Gaetano Manfredi, che conferma il ruolo della cultura come leva strategica di crescita, inclusione e valorizzazione del territorio. Con questo piano, che prevede un investimento complessivo di circa 2 milioni di euro, l’Amministrazione comunale sostiene la qualità progettuale, rafforza il protagonismo degli operatori culturali e promuove una programmazione capace di coniugare patrimonio e innovazione, con particolare attenzione ai quartieri e ai luoghi meno conosciuti della città.
 
COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA 

50° Giro della Lunigiana

 


Amiche e amici di rosarydelsudArt news oggi vi propongo l'annullo della cartolina dedicata al 50° Giro della Lunigiana ed anche alcuni francobolli di alcuni ciclisti famosi emessi tra il 2020 e il 2024: Gino Bartali (2020), Vittorio Adorni (2024) e Felice Gimondi (2024).

 

          

 

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https://www.rosarydelsudartnews.com/2026/09/50-giro-della-lunigiana.html 

 

I talenti salernitani conquistano l’83a Mostra del Cinema di Venezia: Vincenzo De Sio e Luigi Di Domenico protagonisti al panel "Featuring Veneto"

Il producer De Sio ha presentato la 13a edizione del festival "Metricamente" e il corto "Marta"

 


 

 

Il regista Di Domenico, in concorso al festival veneto con lo screendance "Lethni", ha lanciato dal Lido un forte appello sull'importanza della sala cinematografica




VENEZIA – C’è un’anima profondamente campana, e in particolare salernitana, ad animare l’83a edizione della Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. All'interno del prestigioso panel "Featuring Veneto", i riflettori del Lido si sono accesi su due eccellenze del nostro territorio: il producer cinematografico Vincenzo De Sio e il giovane regista Luigi Di Domenico, assoluti protagonisti con i loro nuovi progetti e con una visione lucida sul futuro della settima arte.
In veste di Presidente di Giuria, Vincenzo De Sio ha illustrato alla platea veneziana le novità della tredicesima edizione di "Metricamente", l'atteso festival cinematografico che si terrà dal 25 settembre al 3 ottobre nella città di Scorzè, in provincia di Venezia. Un palcoscenico importante che De Sio ha scelto anche per lanciare in anteprima il cortometraggio da lui prodotto, intitolato "Marta". L'opera, diretta dai registi Giorgio ed Elio Piccininno, porta sul grande schermo la straordinaria storia di resilienza, fatica e trionfo di Marta Piccininno, tre volte campionessa del mondo di canottaggio indoor.


Accanto a lui, il talentuoso regista salernitano Luigi Di Domenico ha incantato il pubblico presentando il suo ultimo lavoro, "Lethni". Si tratta di un affascinante screendance che vede come protagonista la danzatrice e coreografa messinese Irene Parisi. L'opera, interamente girata tra gli scorci evocativi di Villa Borghese e i quartieri più iconici di Roma, è stata inoltre annunciata ufficialmente tra le pellicole in concorso proprio alla prossima edizione del festival "Metricamente".


L'intervento di Di Domenico a Venezia, tuttavia, non si è limitato alla sola presentazione del film, ma si è trasformato in una profonda riflessione sociologica e culturale. In un'epoca dominata da una società frenetica e da un consumo rapido, quasi compulsivo, dei contenuti audiovisivi, il regista salernitano ha ribadito con forza la centralità della sala cinematografica. Il cinema e il grande schermo, ha spiegato Di Domenico, sono oggi fondamentali «per aiutarci ad avere un tempo fisiologico, umano e necessario, per soffermarci su ciò che vediamo, permettendoci di assimilare e comprendere realmente gli stimoli che le immagini ci restituiscono».


La doppia e incisiva presenza di De Sio e Di Domenico alla kermesse veneziana conferma, ancora una volta, il fermento creativo e l'altissima caratura dei professionisti dell'audiovisivo salernitano, capaci di esportare il proprio talento e le proprie idee nei contesti più prestigiosi del panorama internazionale.

 

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PIGIATURA DA ECOMUSEO DI OSCATA: SABATO 19 OSCATA RACCOGLIE E ACCOGLIE

 




Continuano gli eventi organizzati da Oscata inVita. Sabato 19 settembre i volontari di Oscata inVita invitano a trascorrere nel borgo rurale di Oscata, nel comune di Bisaccia, una giornata dedicata alla pigiatura ed ai riti della vendemmia, all’insegna della cultura contadina, del gusto e dell’ospitalità. Sarà una giornata incentrata sull’uva, scandita dai ritmi lenti del lavoro in vigna, inebriata dai profumi del mosto ed arricchita da gustosi prodotti locali.

Il programma dell’intera giornata si svolgerà totalmente nell’Ecomuseo delle Cucine Rurali dell’Alta Irpinia, un museo diffuso di architetture, strutture e attrezzature rurali, con inizio alle 10:00, il programma prevede attività dimostrative e partecipative in cui l’ospite, immergendosi in un contesto amichevole ed informale, avrà l’occasione di scoprire le abilità degli abitanti locali e le peculiarità degli usi e costumi di un angolo autentico dell’Irpinia. I coltivatori volontari di Oscata inVita saranno lieti di mostrare tutta la propria maestria impiegata ogni anno nella cura delle loro vigne, illustrando ai più curiosi le attrezzature utilizzate in passato e quelle ancora oggi adoperate per la lavorazione e trasformazione dell’uva in vino, vino cotto ed acqua vite. L’antica azienda Le Ferregne offrirà un aperitivo con assaggi di formaggi selezionati per l’occasione, che saranno accompagnati dal vino della cantina Scatedd’ di Bisaccia. Si effettuerà una pigiatura dimostrativa con i piedi immersi nei tini di una volta per poi osservare la paziente abilità degli abitanti locali nella preparazione “re lu vin cuott”, del vino cotto. Una liquorosa delizia utilizzata in alcune ricette di dolci tipici della tradizionale cucina alto-irpina. Si ammirerà la destrezza delle massaie locali nella preparazione dei biscotti al mosto di vino, incuriosendo i palati degli amanti della cucina tradizionale.

Non mancheranno momenti di convivialità. Saranno serviti pasti realizzati con prodotti di aziende agricole e caseifici locali. Nel corso del pomeriggio spazio alla socialità ed alla conoscenza del luogo con racconti letterari incentrati sulla vita nel borgo durante il periodo della vregna (la vendemmia), sugli aneddoti, i proverbi ed i detti legati alla stagione autunnale, sul folklore locale e sulla conoscenza dei progetti dell’associazione di promozione locale organizzatrice dell’evento. Sarà l’occasione per  mettere le mani in pasta e preparare i biscotti al vino e per aprire le porte dell’orto di comunità condotto da alcuni volontari, fonte di creatività ed occasione di relax. Insieme a coltivatori esperti saranno impiantati ortaggi di varia natura (fave, finocchi e aglio), illustrando le attività in programma per l’intera stagione produttiva.

Per gli appassionati di fotografia sarà l’occasione per ammirare le foto d’epoca presenti nell’Archivio Fotografico Documentale e lungo il borgo con l’esposizione Centro Stoico.

Ecco il programma della giornata:

10:00 accoglienza con biscotti al vino nella piazzetta di Oscata e conoscenza dei volontari della proloco locale

10:30 dimostrazione pratica in vitigno privato della cura delle viti durante l'anno (innesti, pulizia, potatura, raccolta, etc.);

11:30 degustazione di formaggi dell'azienda agricola Le Ferregne accompagnato dal vino della cantina Scatedd'

12:00 pigiatura partecipata e spiegazione della lavorazione dell'uva secondo metodi tradizionali

13:00 pranzo con pezzott' fatti a mano cu li cicer', peperoni ripieni e patate all'olio fritto con peperoni cruschi, torta al vino per tutti.

14:00 passeggiata letteraria del borgo di Oscata con lettura di racconti dedicati alla raccolta e alla lavorazione dell'uva ed aneddoti e folklore locale;

15:00 preparazione dei taralli al mosto fatti da mani di casa;

16:00 orto sociale, presentazione del progetto e lavoro sul campo con semina di verdure e ortaggi di stagione.

18:00 saluti

Iniziativa di raccolta fondi: 20€ per adulto e 10€ per bambino. Evento con posti limitati ed obbligo di prenotazione.

Per info e prenotazioni telefonare al 3396714738, oppure inviare una mail ad oscatainvita@gmail.com

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA