martedì 3 novembre 2026

CAMeC: i bambini diventano artisti e le loro opere protagoniste delle tessere Amici del CAMeC 2027

 


 

Sabato 7 novembre, dalle ore 10.00 alle 12.00, il laboratorio gratuito “La collezione dei bambini”, dedicato ai piccoli artisti dai 6 anni in su. Un’esperienza creativa che trasforma lo sguardo e l’immaginazione dei più piccoli in un progetto destinato a lasciare un segno concreto nell’identità del museo.


La Spezia, 3 novembre 2026 – Come sarebbe una collezione d'arte ideata e realizzata interamente dai bambini? Da questa suggestiva domanda nasce “La collezione dei bambini”, il laboratorio creativo in programma sabato 7 novembre 2026, dalle ore 10.00 alle 12.00, al CAMeC – Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia, a cura di Claudia Rifaldi, rivolto a bambini e bambine dai 6 anni in su, con partecipazione gratuita.
Un appuntamento speciale che invita i più piccoli a scoprire il linguaggio dell'arte moderna e contemporanea attraverso l'osservazione, l'immaginazione e la sperimentazione, trasformandoli da semplici visitatori in veri protagonisti della vita del museo.
La particolarità dell'iniziativa è che le opere realizzate dai bambini diventeranno protagoniste delle tessere dell'Associazione Amici del CAMeC per il 2027, dando vita a un progetto che unisce educazione artistica, creatività e partecipazione alla vita culturale della città. Le creazioni dei giovani partecipanti usciranno così simbolicamente dalle sale del museo per accompagnare, durante il prossimo anno, i sostenitori dell'associazione, trasformandosi in un segno tangibile del legame tra il CAMeC e la sua comunità.
Il laboratorio prenderà avvio con una visita a una selezione di opere della collezione permanente del CAMeC, attraverso le quali i bambini saranno accompagnati alla scoperta degli elementi fondamentali del linguaggio visivo, dal colore alla forma, dalla linea alle diverse modalità espressive degli artisti.
Un percorso pensato per avvicinare i più piccoli al patrimonio artistico in maniera attiva e coinvolgente, stimolando la curiosità e la capacità di osservazione e dimostrando come un museo non sia soltanto un luogo in cui ammirare opere d'arte, ma anche uno spazio da vivere, interpretare e reinventare attraverso la propria sensibilità.


Dopo la visita, i partecipanti saranno invitati a dare libero sfogo alla fantasia, realizzando le proprie creazioni artistiche ispirate alle suggestioni ricevute. Prenderà così forma una collezione parallela, collettiva e al tempo stesso profondamente personale, nella quale ogni elaborato racconterà un diverso modo di guardare e interpretare il mondo.


Il risultato sarà un dialogo originale tra le opere custodite dal museo e lo sguardo delle nuove generazioni, capace di valorizzare la spontaneità e la forza espressiva dell'immaginazione infantile.


INFORMAZIONI
La collezione dei bambini

    Quando: sabato 7 novembre 2026, dalle ore 10.00 alle 12.00
    Dove: CAMeC – Centro Arte Moderna e Contemporanea della Spezia
    A cura di: Claudia Rifaldi
    Destinatari: bambini e bambine dai 6 anni in su
    Ingresso: gratuito


INFORMAZIONI E CONTATTI
CAMeC – Centro d’Arte Moderna e Contemporanea
Piazza Cesare Battisti 1, La Spezia
https://camec.sp.it/
https://camec.museilaspezia.it/
FB/IG @camec.laspezia
Biglietti:
Collezione permanente
intero 10 euro
ridotto 5 euro per giovani under 26 e adulti over 65
sempre gratuito per i residenti della provincia della Spezia
Collezione permanente + mostra temporanea
intero 15 euro
ridotto 8 euro per giovani under 26 e adulti over 65
5 euro per i residenti della provincia della Spezia
Ingresso gratuito per Collezione e Mostre
under 18
scolaresche e docenti di accompagnamento
persone con disabilità e per loro eventuale accompagnatore
giornalisti con regolare tessera dell’Ordine Nazionale
dipendenti del Ministero della Cultura
dipendenti delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate
titolari della tessera Amici del CAMeC per l’anno in corso
studenti universitari di storia dell’arte da tutto il mondo
possessore Cinque terre Card e residenti comuni Cinque Terre
Gruppi
Per gruppi compresi tra 7 e 25 persone il costo del biglietto è ridotto a 5 euro per la collezione permanente (7,5 euro se con mostra temporanea). L’ingresso è gratuito per chi guida il gruppo.
Ogni prima domenica del mese
Ingresso 2 euro per tutti, ferme le gratuità di cui sopra.
Orari:
Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 ; primo venerdì del mese aperto fino alle 22.00
Chiuso lunedì e 25 dicembre

 

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Da venerdì 6 novembre: al via "Coreo/Grafie 2026" seconda edizione della rassegna di danza contemporanea e teatro-danza, allo Spazio Körper Napoli

Da venerdì 6 novembre 2026, Spazio Körper Napoli

al via Coreo/Grafie 2026

Sette creazioni, tra danza contemporanea e teatro-danza, raccontano la

vitalità delle giovani compagnie del territorio e l’evoluzione della scena artistica


 

Il corpo come luogo di memoria e trasformazione, il movimento come forma di scrittura, la danza come linguaggio capace di interrogare il presente e restituirne le contraddizioni, le fragilità e le possibilità. È da questa visione che prende forma Coreo/Grafie 2026, la rassegna che, da venerdì 6 a domenica 8 novembre 2026 torna a Napoli per la sua seconda edizione, confermandosi come uno spazio di incontro, ricerca e valorizzazione della danza contemporanea e del teatro-danza in Campania.

Ad accogliere la manifestazione sarà lo Spazio Körper, centro nazionale di produzione della danza, dove per tre giornate alcune delle realtà più vivaci della scena coreutica regionale saranno protagoniste di un percorso attraverso linguaggi, estetiche e poetiche differenti. Sette creazioni originali, espressione di percorsi artistici e sensibilità eterogenee, comporranno una mappa della ricerca contemporanea, mettendo al centro il corpo come strumento di narrazione, relazione e riflessione sulla realtà.

La rassegna è promossa dal Teatro Pubblico Campano, nell'ambito della stagione teatrale 2026/2027, in collaborazione con Oltrelalinea, e si avvale del coordinamento artistico di Sabrina D'Aguanno e Rosario Liguoro.

L'iniziativa nasce dalla volontà di sostenere e rendere visibile il lavoro delle compagnie del territorio, offrendo loro un contesto in cui presentare le proprie creazioni, condividere percorsi di ricerca e incontrare un pubblico interessato alle nuove traiettorie della scena contemporanea.

Coreo/Grafie si configura come una mappa della danza contemporanea campana: un mosaico di esperienze artistiche che, pur nella diversità delle rispettive identità, condividono il desiderio di esplorare il corpo come strumento di espressione, conoscenza e trasformazione.

Il titolo stesso della rassegna suggerisce una chiave di lettura del progetto. La coreografia diventa grafia, scrittura del movimento che si compone nello spazio attraverso gesti, posture, ritmi e presenze. Il corpo si fa pagina viva sulla quale prendono forma emozioni, ricordi, tensioni individuali e collettive; il gesto diventa segno, traccia capace di raccontare ciò che spesso sfugge alle parole.

La rassegna prenderà il via venerdì 6 novembre alle ore 19.00 con due proposte che testimoniano la varietà della ricerca coreografica contemporanea.


 



Art Garage presenta Sylvia Green Trap, ideazione e coreografia di Martina Tordiglione, una creazione che si inserisce nel percorso di sperimentazione della compagnia e che contribuisce a inaugurare il programma attraverso una specifica visione del movimento e della costruzione scenica. A seguire, Mart Dance porta in scena Oxido XX2.0 (suite), con regia e coreografie di Marco Auggiero.
 
 

 


Il lavoro si inserisce nel panorama delle ricerche che indagano le potenzialità espressive del corpo attraverso la composizione coreografica, confermando l'attenzione della rassegna verso linguaggi capaci di confrontarsi con le trasformazioni della scena contemporanea.

 




La seconda giornata, sabato 7 novembre, con inizio degli spettacoli alle ore 19, prosegue il percorso attraverso due creazioni che mettono al centro la ricerca sul movimento e la costruzione del linguaggio scenico. Akerusia Danza presenta Look Inside, ideazione e coreografia di Sabrina D'Aguanno. Il titolo suggerisce uno sguardo rivolto verso l'interiorità, in un percorso in cui la ricerca coreografica diventa occasione per esplorare le possibilità espressive del corpo e il rapporto tra dimensione individuale e presenza scenica.

 




A seguire, Campania Danza presenta Gocce, con coreografie di Olimpia Milione, Federica Clarizia e Simone Liguori. Il lavoro si inserisce nel mosaico di poetiche che caratterizza la rassegna, contribuendo a raccontare una scena nella quale la collaborazione artistica e la pluralità degli sguardi alimentano nuove possibilità di scrittura del movimento.

La giornata conclusiva, domenica 8 novembre, prenderà il via alle ore 18 e riunirà tre creazioni, ampliando ulteriormente il ventaglio di linguaggi e sensibilità presenti nella rassegna.

 




Arb Dance Company presenta No Question, con coreografia di Irma Cardano, una proposta che si inserisce nel percorso di ricerca della compagnia e che porta in scena una personale esplorazione delle possibilità espressive del corpo.


 



Sfera Ovale propone Confluenze, con coreografia di Angela Porrino. Il titolo richiama l'immagine dell'incontro tra traiettorie differenti, suggerendo una prospettiva in cui il movimento può diventare luogo di relazione, intersezione e trasformazione.

 




A chiudere la programmazione della rassegna sarà Con il vento tra i capelli, della compagnia Scaramacay, drammaturgia e coreografie di Erminia Sticchi. Una proposta che intreccia dimensione drammaturgica e composizione coreografica, confermando il dialogo tra danza e teatro-danza che attraversa l'intera manifestazione.

Nel loro insieme, le sette proposte di Coreo/Grafie 2026 restituiscono un quadro della creatività contemporanea campana, mettendo in evidenza il lavoro di compagnie e autori che, attraverso percorsi differenti, contribuiscono a rinnovare il linguaggio della danza e ad ampliare le possibilità della scena performativa.

Perché ogni gesto può diventare una traccia, ogni movimento una storia, ogni corpo una scrittura. E la danza, nel suo incessante dialogo con il presente, continua a disegnare nuove geografie dell'umano.

 




Coreo/Grafie, 6 ˃ 8 novembre 2026

Spazio Körper Napoli - via Vannella Gaetani 27

Spettacoli venerdì e sabato

 dalle ore 19.00, 

domenica dalle ore 18.00

Info e prenotazioni 0812457415, info@korper.it

 

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“Succede in Biblioteca”: alla Biblioteca Mazzini la presentazione del libro di Attilio Casavecchia dedicato a Telemaco Signorini e a Riomaggiore

Giovedì 5 novembre alle ore 17.15 un incontro alla scoperta del rapporto tra il grande pittore fiorentino e il borgo delle Cinque Terre, attraverso un carteggio inedito conservato per oltre un secolo. L'autore dialogherà con Irene Giacché

 

La Spezia, 3 novembre 2026 – Proseguono gli appuntamenti di “Succede in Biblioteca”, la rassegna culturale promossa dal Comune della Spezia attraverso il Sistema Bibliotecario Urbano, dedicata alla presentazione di libri, alla valorizzazione della storia del territorio e all'incontro con gli autori.
Giovedì 5 novembre 2026, alle ore 17.15, presso la Biblioteca Civica “Ubaldo Mazzini”, sarà presentato il volume di Attilio Casavecchia “Telemaco Signorini e il prete pittore di Riomaggiore. Il borgo e la sua gente nelle lettere inedite a don Antonio Pasini”, pubblicato da Edizioni Giacché nel 2026.
A dialogare con l'autore sarà Irene Giacché, in un incontro che offrirà al pubblico l'opportunità di approfondire un capitolo poco conosciuto della storia artistica e culturale delle Cinque Terre, attraverso documenti inediti che restituiscono uno spaccato della vita quotidiana di Riomaggiore e del rapporto instaurato dal celebre pittore fiorentino con i suoi abitanti.
Il libro nasce infatti dalla scoperta e dallo studio di un carteggio inedito, custodito per oltre un secolo da una famiglia di Riomaggiore, che permette di far luce su aspetti finora sconosciuti dei soggiorni di Telemaco Signorini nelle Cinque Terre.
Al centro della narrazione si trova lo scambio epistolare tra il grande artista e don Antonio Pasini, un giovane sacerdote animato da una profonda passione per l'arte, al quale Signorini rivolgeva consigli e suggerimenti. Attraverso le lettere emerge non soltanto il rapporto tra i due, ma anche il legame particolare che il pittore aveva sviluppato con il borgo e con la sua comunità.
Le testimonianze restituiscono un'immagine viva e autentica della Riomaggiore dell'epoca, raccontando le donne e gli uomini, gli anziani e i giovanissimi che Signorini incontrava durante i suoi soggiorni estivi e che spesso diventavano protagonisti dei suoi disegni e delle sue opere.
Il volume è arricchito dalla riproduzione di alcuni di questi disegni, accanto a celebri dipinti dell'artista, offrendo così un percorso che intreccia storia dell'arte, memoria locale e testimonianze documentarie.
La presentazione rappresenta un'occasione per riscoprire il rapporto tra uno dei protagonisti della pittura italiana dell'Ottocento e il paesaggio umano e culturale delle Cinque Terre, mettendo in luce il valore delle fonti documentarie e delle memorie familiari nella ricostruzione della storia del territorio.
L'appuntamento si inserisce nel programma di “Succede in Biblioteca”, che conferma il ruolo delle biblioteche civiche come luoghi di approfondimento, confronto e valorizzazione del patrimonio storico, artistico e letterario.


L’incontro è libero e gratuito fino ad esaurimento posti.


Informazioni
Biblioteca Civica “Ubaldo Mazzini”
Corso Cavour 251 – La Spezia
Email: biblioteca.mazzini@comune.sp.it
www.bibliotechelaspezia.it

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COLDIRETTI SALERNO, SODDISFAZIONE PER LA DOP DEL FRESCO DEL FICO BIANCO DEL CILENTO

 
  


La Coldiretti Salerno accoglie con entusiasmo la notizia che da oggi il Fico Bianco del Cilento diventa ufficialmente DOP anche nella versione fresco.
 
"Uno dei prodotti più rappresentativi del territorio salernitano finalmente riceve la sua consacrazione. La Coldiretti Salerno augura buon lavoro a tutti i produttori che, grazie alla loro passione e al loro impegno, hanno saputo attribuirgli questa valorizzazione" spiega il presidente di Coldiretti Salerno e Campania Ettore Bellelli.
 
Il Fico Bianco del Cilento aveva già raggiunto da tempo il prestigioso traguardo della DOP nella sua versione essiccata. Adesso, grazie alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 255 del 2 novembre 2026, arriva la modifica del disciplinare di produzione. Il nuovo testo estende la denominazione di origine protetta ai fichi freschi interi, accanto ai tradizionali fichi essiccati. Il Ministero procederà ora con il provvedimento di approvazione e la comunicazione alla Commissione Europea.
 
"L'auspicio è che questa notizia contribuisca a garantire il giusto reddito agli agricoltori che lo producono. Il fico fresco cilentano, particolarmente apprezzato dai turisti, veniva venduto senza potersi fregiare del bollino della denominazione comunitaria. D'ora in poi il marchio potrà essere applicato nelle varietà fresco, surgelato ed essiccato" aggiunge il direttore di Coldiretti Salerno Vincenzo Tropiano.

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Impressioni di Emanuela Quirini

 


 

Venerdì 6 novembre alle ore 18 presentazione della raccolta di poesie Impressioni di Emanuela Quirini. Dialoga con l'autrice Cristina Lombardo.

Questo libro è una raccolta di poesie molto diverse tra loro, sia per quanto riguarda i temi che lo stile, certe volte più ricco, con figure rettoriche e in rima, altre volte molto più essenziale e ermetico, con versi brevi, sintetici, frammentati e visuali. I temi principali di questi componimenti abbracciano la casualità della vita, le sue difficoltà, il dolore della perdita, la speranza, l'amore, il fato, l'amicizia, la gioia, la libertà, il fascino del mare con i suoi tramonti, la bellezza della natura e delle stagioni e ancora, l'amicizia e tutto ciò che fa parte della vita e che ogni giorno ci travolge e ci fa sentire tristi, bisognosi di conforto o felici e forti.

 


 Libreria Liberi Tutti
via Tommaseo 49
La Spezia

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NUOVA ORCHESTRA SCARLATTI | “Meditazioni e Fantasie” al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella

 


 

Domenica 8 novembre ore 19, nella Sala Scarlatti del Conservatorio di Musica San Pietro a Majella, a Napoli in Via San Pietro a Majella 35, il secondo appuntamento della rassegna Autunno Musicale 2026 della Nuova Orchestra Scarlatti: “Meditazioni e Fantasie”, concerto di colori classici e romantici tra scena e intimità, e parafrasi brillanti per violino e orchestra dal Faust di Gounod e dalla Traviata di Verdi, con la Nuova Orchestra Scarlatti e il giovane violinista napoletano Riccardo Zamuner diretti dal M°. Nicola Colafelice.


La rassegna Autunno musicale 2026 abbina il grande repertorio classico a solisti e direttori di grande richiamo e a nuovi talenti emergenti. Per “Meditazioni e Fantasie” è previsto un programma variegato e accattivante con la Prima Sinfonia di F.J. Haydn, luminoso gesto inaugurale della stagione classica. La verve di un Gioachino Rossini ventenne con la Sinfonia dal Signor Bruschino, caratterizzata dalla famosa trovata dei colpi d’archetto sui leggii. Il sentimento e il canto della Méditation op. 42 n.1 di P. I. Čajkovskij. E poi due belle pagine del fortunato genere ottocentesco della parafrasi strumentale di capolavori del melodramma, la Fantasia da concerto sul Faust di Gounod op. 47 e la Fantasia sulla Traviata di Verdi op. 38, entrambe nella versione per violino e orchestra, opere del virtuoso e compositore francese Jean-Delphin Alard (1815-1888): concentrati di tutti gli highlight della scena, sempre in felice equilibrio tra melodia e virtuosismo. La Fantasia sulla Traviata sarà introdotta in programma dal Preludio all’atto I dell’opera, dove Verdi fra trasparenti cromatismi e onda melodica ci dona il nostro piccolo ‘Tristano’ mediterraneo. 


 



 

Biglietti € 15, on line su azzurroservice o al botteghino da un'ora prima del concerto: https://www.azzurroservice.net/stagioni-teatrali/autunno-musicale/


Il successivo appuntamento dell’Autunno musicale della N.O.S. si terrà sempre alla Sala Scarlatti del Conservatorio domenica 15 novembre ore 19 con “Mozart/Beethoven”, fagotto solista il giovane Mario Brusini, dirige Aldo Sisillo: grande repertorio classico con al centro la Seconda Sinfonia op. 36, primo capolavoro sinfonico di Beethoven.

 

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Beni culturali, completati restauro e riallestimento del Museo Salinas di Palermo. Giovedì 5 novembre, alle 17, inaugurazione alla presenza del presidente Schifani



Al termine di un complesso e imponente cantiere di restauro, ripristino funzionale e riallestimento, giovedì 5 novembre alle 17 saranno inaugurati il primo e il secondo piano del Museo archeologico regionale “Antonino Salinas” di Palermo, con una cerimonia riservata alla stampa e alle autorità, alla presenza del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, dell’assessore ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, e del direttore del Museo, Giuseppe Parello. Il momento di presentazione degli interventi realizzati sarà coordinato dalla giornalista Elvira Terranova.

 




La più antica istituzione museale della Sicilia (1814) si presenta con un nuovo ordinamento delle sue storiche collezioni, ospitate dal 1866 nel complesso monumentale del seicentesco ex-convento dei Padri Filippini, in piazza Olivella.
Avviati nel 2009, i lavori di restauro, ripristino funzionale e riallestimento museografico dei tre piani del Museo Salinas hanno raggiunto una prima tappa nel 2016, con la riapertura del piano terra, seguita nel 2017 dallo spazio multifunzionale Agorà. Nel 2022 è stato avviato il riallestimento del primo e del secondo piano, già interessati dagli interventi di ristrutturazione, completato nel 2026.

 




In mostra al primo piano le collezioni storiche (le donazioni borboniche, l’arte etrusca della raccolta Casuccini, i gioielli e il medagliere con monete dall’epoca fenicia a quella di Garibaldi); al secondo piano, insieme alla grande Sala dei Mosaici, sarà invece il racconto delle campagne di scavo del Novecento a Palermo e nella Sicilia Occidentale con reperti inediti e mai esposti. Sarà annunciata un'importante novità nel campo della ricerca scientifica che collegherà il Salinas di Palermo a Pompei.

 




Per celebrare la riapertura al pubblico, il Museo Salinas sarà visitabile gratuitamente per l’intera giornata di venerdì 6 novembre. Da questo momento, anche per la data gratuita del 6 novembre, le visite al Salinas andranno sempre prenotate sul sito del gestore dei servizi aggiuntivi www.coopculture.it.

 

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Ritorna accordi @ DISACCORDI – Festival internazionale del cortometraggio – 23° edizione a Napoli

 
  




Dal 9 al 15 novembre 2026 a Napoli la ventitreesima edizione di accordi @ DISACCORDI – Festival internazionale del cortometraggio, diretta artisticamente da Pietro Pizzimento; Festival organizzato dall’associazione Movies Event, con il coordinamento di Fabio Gargano e Giuseppe Collela e con il contributo della Regione Campania tramite il fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo.
 

Centosedici cortometraggi, documentari, film d’animazione e sperimentali, in rappresentanza di trentadue nazioni, con moltissime opere in anteprima assoluta europea e italiana sui quattromilacinquecentosedici lavori pervenuti da centoventicinque Paesi a cui si affiancheranno incontri con gli autori e gli attori delle opere presentate, sono il programma di questa edizione.


Alle sezioni di sei concorsi consueti (internazionale, nazionale, Regione Campania, documentari, film brevi d’animazione e film a tematica ambientale) si affianca anche quest’anno, oltre alle sezioni dei “Cortissimi”, e quella fuori concorso dei film sperimentali giunti dagli Stati Uniti, dalla Germania, dalla Francia, dalla Gran Bretagna, dalla Spagna e da moltissime nazioni dei cinque continenti, una sezione focus sul cinema italo canadese curata dal partner internazionale Italian Contemporary Film Festival.


Una selezione dei cortometraggi italiani presentata durante la ventitreesima edizione di accordi @ DISACCORDI verrà programmata nel mese di marzo 2027 in Canada durante una manifestazione curata dall’Italian Contemporary Film Festival.


Lo svolgimento di questa ventitreesima edizione, ad ingresso gratuito, avverrà presso la Corte dell’Arte di FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli, in via Portacarrese a Montecalvario, 69 a Napoli, location che ospiterà anche la serata conclusiva della kermesse il 15 Novembre con la premiazione e la visione dei filmati brevi vincitori di tutte le categorie del concorso festivaliero.


Confermate le giurie del Festival, oltre a quella del pubblico che assegnerà il suo premio e quella artistica presieduta quest’anno dallo sceneggiatore e regista cinematografico Maurizio Braucci accompagnato dai giurati lo storico del Cinema Giuseppe Borrone e dalla regista Simona Cocozza,  anche la giuria dell’associazione nazionale partnership della manifestazione AMC – Associazione Montatori Cinematografici e Televisivi che assegnerà un suo premio al miglior montaggio ai film in concorso nelle sezioni nazionale e quella della regione Campania.


L’associazione nazionale di categoria ha designato come giurati : presidente di giuria la montatrice Annalisa Forgione e giurati i montatori: Daniele Camaioni, Chiara Dainese, Federico Lagna, Patrizio Marone. La giuria d’onore composta da Guido Lombardi, Nero Nelson e Marcello Sannino affiancherà quella artistica nelle decisioni di assegnazione dei premi. Il Festival si avvarrà della preziosa collaborazione della canadese Italian Contemporary Film Festival e come sempre, della preziosa collaborazione del Centro Sperimentale di Cinematografia – Production, dell’AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema e delle agenzie nazionali di promozione cinematografica tedesca, francese oltre a quella italiana.


Nella sezione internazionale si contenderanno la vittoria finale, il film breve tedesco “City of owls” di Zhenia Kazankina : l’ultima sera prima della sua partenza, Vera sta mettendo a letto la sorellina. Per nasconderle il vero motivo del suo addio, le racconta una fiaba della buonanotte.


È la storia di una città inghiottita da una notte eterna. Il cortometraggio francese “La ligne de vie” di Hugo Becker, in concorso allo 82° Festival di Venezia: Katel e Pierre, impiegati delle poste, si offrono volontari per consegnare la corrispondenza la sera del 24 dicembre 1916, con l’intento di risollevare il morale dei soldati al fronte. Purtroppo, durante il tragitto, finiscono sotto il fuoco nemico e, senza rendersene conto, sconfinano in territorio tedesco. 

Sono così costretti a confrontarsi con la dura realtà della guerra e con i sospetti dei loro stessi commilitoni, quando nella loro camionetta viene ritrovata una lettera militare strategica nascosta. Il film inglese “Ten to six” del regista italiano Alessio Rupalti: un fisico, ormai in pensione e tormentato da decenni dal senso di colpa per non essere riuscito a salvare la moglie dal tumore al seno, crede di aver finalmente trovato una possibilità di redenzione. 

Infatti, trentacinque anni dopo la morte della moglie, si reca in un piccolo caffè alla periferia di Londra, dove un giovane cameriere che sta per incontrare, apparentemente per caso, si rivelerà non essere affatto uno sconosciuto. E il cortometraggio olandese “Last shot” di Parham Rahimzadeh: quando Musa, un palestinese che vive nei Paesi Bassi, riceve la macchina fotografica del fratello scomparso, fotoreporter a Gaza, decide di sviluppare l’ultimo rullino rimasto, trovandosi così a fare i conti con il dolore della perdita, la censura e il peso dell’eredità lasciata dal fratello. Completano la sezione gli spagnoli “When no one calls” di Julio GarcÍa e “Until God wills it” di David Fernández, e il cortometraggio francese “Pixels rouges dans le port bleu” del regista iraniano Ali Zare Ghanatnowi.


La sezione nazionale, quest’anno è ben rappresentata da otto film brevi.


“Bratiska” di Gregorio Mattiocco, migliore cortometraggio ad Alice nelle Città 2025. Hlib, un ragazzo ucraino rifugiato in Italia, vive con il suo fratellino Vlad, in una condizione economica precaria e senza alcun interesse a integrarsi nella società. Quando un giorno un professore si presenta a casa per parlare della pagella, Vlad finge che si tratti di un assistente sociale, sfruttando il fatto che Hlib non conosca una parola di italiano.


“Caffè nero bollente” di Cinzia Pedrizzetti con attrici protagoniste Fiorella Mannoia e Lella Costa: in un mondo dove la tecnologia ha sostituito il contatto umano, esiste ancora un luogo fuori dal tempo: il carcere. Lì, l’amore può sopravvivere solo come immaginazione, come respiro condiviso attraverso muri e silenzi. Una giovane donna, segnata dalla violenza, viene rinchiusa in prigione. Tra le ombre della sua cella, scopre un sentimento inatteso — un legame invisibile che diventa il suo unico modo per restare viva. In un universo dove le parole non bastano e i corpi sono separati, lei impara a sentire di nuovo: la fiducia, la tenerezza, la fragile bellezza dell’essere umani. “Un racconto poetico e intimo sull’amore impossibile, sulla solitudine e sul potere salvifico della poesia”. Da non perdere “Oreste” di Alessandro Cedola, giovane e talentuoso allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia: Oreste, un ragazzo disorganizzato e pieno di dubbi sul futuro, è alle prese con la ricerca ossessiva di una ragazza che corrisponda perfettamente ai suoi bizzarri ideali. Nella torrida estate romana, si ritrova travolto da appuntamenti fallimentari, amici eccentrici e consigli improbabili, che lo porteranno a capire che l’unico modo per trovare qualcosa è smettere di cercarla.


Nella sezione: “La talpa” di Marco Santoro: Fabio (disoccupato, esasperato e, a trent’anni, non più così giovane) ha una vera e propria ossessione: i rifiuti. Dopo aver trascorso mesi a segnalare inutilmente gli sversamenti illegali nella sua zona, gli viene un’idea. Si finge un giornalista inviato dalla nota trasmissione televisiva Le Iene. Insieme a una troupe, simula la realizzazione di servizi televisivi nel quartiere per denunciare il problema, finendo per diventare un eroe agli occhi dei residenti esasperati. "In una città dove tutto sembra immobile, è possibile una rivoluzione?"


Nella sezione nazionale, la più rappresentativa del Festival, anche: “Dov’è che ci siamo già visti” di Claudio Piccolotto e Gemma Iuliano, “Esagerata” di Giuseppe Cacace e Daniela Stocchi, “L’ultimo reporter” di Michele D’Anca e infine “Facciamo rumore” di Daniele Lince.


Sorprendente e ricchissima, come al solito, la sezione dei film brevi prodotti o girati in Campania, che esprime la notevole vivacità creativa della produzione cinematografica campana e della città di Partenope. Intriga la storia e l’ottima fattura con miscuglio di generi del sorprendente “Omicidio assicurato” di Fulvio Ricca: in una Napoli sconvolta dalla crisi del 2008, un barista truffatore, un avvocato enigmatico e un becchino folle tentano di uccidere un misterioso senzatetto per una frode assicurativa. 

Il loro piano si scontra però con l'inaspettata immortalità della vittima, trasformandosi in un'avventura bizzarra. Fanno riflettere “Kher” di Lorenzo Cammisa e prodotto dall’attrice Miriam Candurro: Kher — una parola in romanì che significa «casa» — racconta la storia di un bambino di otto anni che attraversa da solo il Mediterraneo. I suoi genitori non possono permettersi di sostenere il costo del viaggio per tutti e tre e sono costretti a separarsi da lui, affidandolo a una disperata traversata in mare. Quando l’imbarcazione affonda, il bambino sopravvive e raggiunge le coste italiane, dove viene accolto da una comunità pronta a proteggerlo e prendersi cura di lui.

Danotare che i bambini nel cortometraggio non sono attori, sono bambini arrivati - soli - in Italia!
Come fa riflettere e ricordarci una vicenda dolorosa e toccante “La mancanza” di e con Lina Sastri e con Luigi Iacuzio: una donna profondamente legata al fratello maggiore, affetto da una grave malattia, si dedica a lui e cerca di assisterlo come meglio può. L'uomo vive prigioniero dei ricordi, incapace di abitare il presente a causa della sua condizione. Pur vivendo in un'altra città, la sorella non rinuncia a stargli vicino: quando non riesce a raggiungerlo a Napoli, lo chiama regolarmente al telefono, sempre all'ora del crepuscolo, il momento più malinconico della giornata per il fratello. L'arrivo della pandemia di COVID-19 spezza bruscamente questa consuetudine, quando l'uomo viene ricoverato in ospedale.
Anche quest’anno è risultata finalista con una sua opera la regista Paola Beatrice Ortolani, “Solo il mare”: un’esplosione. Il mare ne inghiotte il fragore. Poi, il silenzio. Mario, un giovane ufficiale, viene ritrovato privo di sensi su una spiaggia da Giovanni, un pescatore che lo accoglie nella propria casa. In quella dimora, lontano dalla guerra e accudito da Emilia, la figlia di Giovanni, ritrova una pace che sembrava ormai dimenticata.
Coinvolgeranno il pubblico anche le storie di “L’alone” di Gian Piero Rotoli con l’attrice Nunzia
Schiano in gran spolvero, “Olive” di India Santella, “Ricciolidò” di Francesca Lepore. E si apprezzeranno infine fini prodotti cinematografici campani quali: “I giorni della merla” di Marco Agosto, “Il fotografo” di Marco Sommella e di “Sottopelle di Andrea Marsico.
 

Un quinto della programmazione del Festival accordi @ DISACCORDI, quest’anno è dedicato al cinema d’animazione che ha visto la partecipazione al Concorso di opere di ottima fattura sia nella tipologia classica che in quella della stop-motion.
 

Di notevole fattura i cortometraggi italiani: “Rukeli” di Alessandro Rak e in “In Gaza Pietas” di Diego Monfredini.


In “Rukeli”, Johann Wilhelm Trollmann diventa campione dei pesi medi nella Germania nazista.
È il primo pugile rom al mondo a vincere il titolo. È famoso per il suo stile di combattimento danzato. Con l’emanazione delle leggi razziali, viene imprigionato nei campi di concentramento di Wittenberge e Neuengamme, dove morirà all’età di 37 anni. Decide di morire da campione e combatte contro un kapò nazista che lo sfida. Lo zingaro Rukeli (che vuol dire albero), mette KO il nazista e l’intero apparato di potere.


Sottolinea Diego Monfredini con “In Gaza Pietas” che il genocidio ha privato un’intera generazione della propria infanzia. Il popolo palestinese è stato annientato e umiliato, a partire dai sogni dei suoi bambini, dal loro futuro. La storia rappresentata è immaginaria, ma tutti i disegni dei bambini palestinesi sono reali!

Dichiara il Regista: questo film è stato realizzato per dare voce alla loro immaginazione, alle loro speranze e al loro dolore.


Da non perdere il cortometraggio d’animazione “Silent Cinema” presentato in Concorso al Festival Internazionale d’Animazione di Annecy: un suggestivo film d’animazione di 16 minuti realizzato con la tecnica del passo uno e diretto dal macedone Krste Gospodinovski.
Ambientato nel crepuscolo dell’era del cinema muto, “Silent Cinema” racconta la storia di una ex stella del cinema muto che si rifiuta di accettare l’avvento del sonoro. Nel disperato tentativo di preservare una gloria ormai in declino, l’uomo isola il suo giovane figlio in un mondo fatto di proiettori tremolanti e schermi senza voce. Quando il bambino porta alla luce una verità sepolta, l’illusione della loro vita insieme comincia a sgretolarsi, costringendo padre e
figlio a confrontarsi con il mondo moderno che li attende appena oltre i confini dello schermo.
 

Per i documentari sono stati scelti anche quest’anno diversi film che toccassero i temi più svariati invece di concentrarsi su un focus. Tra i documentari brevi presentati in concorso ci sarà “Blackout dreams” di Gabriele Licchelli, Francesco Lorusso, Andrea Settembrini.
A Cuba è scesa la notte. L’oscurità inghiotte ogni incrocio, ogni casa, ogni essere umano. C’è chi dice che l’«apagón» (il blackout) sia destinato a durare, come tutto il resto sull’isola.
Nell’oscurità della notte, rischiarata soltanto dalla luce delle lampade portatili, la vita continua.
I registi dichiarano "Sogni, desideri e visioni si mescolano ai suoni della natura che, nel silenzio lasciato dalla tecnologia, torna a farsi sentire più forte che mai. Lentamente, la realtà svanisce, lasciando spazio all’immaginazione e all’inconscio: un’esperienza intima e onirica".
 

Il documentario "Perigrafia" di Stefano Pablo Zito esplora le periferie di Palermo attraverso lo sguardo del fotografo Francesco Faraci, il cui lavoro restituisce un ritratto delle cosiddette «città fuori fuoco»: aree da lungo tempo emarginate, sfruttate e raramente destinatarie di investimenti adeguati.
Attraverso il racconto delle proprie esperienze nelle periferie siciliane, il fotografo riflette sulle possibili 

strategie per la rigenerazione di questi luoghi.
Infine a chiudere le sezioni in concorso quella a tematica ambientale e sui cambiamenti climatici. Uno sguardo a 360° gradi sullo stato del Pianeta Terra, contemplando anche bellezze che forse un giorno potranno definitivamente scomparire.
 

In selezione ufficiale non mancherà lo sguardo verso il cinema sperimentale e verso i film brevissimi di durata fino a tre minuti. La grafica della manifestazione è stata curata dal talentuoso illustratore Davide Arpaia. Si terranno, come di consueto, workshop sul linguaggio del formato breve cinematografico in alcuni licei partenopei.

Info: www.accordiedisaccordi.it

(il link non ha accesso diretto ma è da copiare ed incollare sul web)

 

COME DA COMUNICAZIONE RICEVUTA